Come hanno peccato Adamo ed Eva?

Rosemarie scrive: “Sto rileggendo la Bibbia a partire da Genesi e mi sono chiesta: ma come è possibile che i nostri progenitori abbiano peccato avendo Dio lì con loro! E qual è la radice della loro disubbidienza dal momento che non avevano ereditato il peccato originale come noi? Se pur vivendo in un “paradiso” come l’Eden in una relazione felice con il loro Creatore si sono lasciati ingannare, penso che per noi non c’è quasi speranza allora! So che Cristo mi ha liberato, eppure cado anch’io, come Eva, nelle trappole del mentitore. Che fare, che pensare?”

Anzitutto mi complimento con Rosemarie sia per l’attenzione con cui legge la Bibbia sia per il suo desiderio di approfondire temi teologici che sono, al contempo, profondi e pratici.

Nel Nuovo Patto noi, pur cadendo, abbiamo lo Spirito Santo che ci potenzia e ci spinge a essere sempre più conformi a Cristo. Egli ci aiuta a continuare a credere nelle promesse di Dio e a vivere secondo le sue vie. In breve, è per mezzo dell’opera dello Spirito Santo, sulla base del sacrificio di Cristo che noi, pur facendo spesso qualche passo indietro, perseveriamo nella fede.

La perseveranza è un tema molto importante in particolare in Ebrei, per cui chi è interessato può consultare almeno i seguenti sermoni (video, audio e appunti scaricabili) nella serie di sermoni su Ebrei:

LA SERIETÀ DEL NUOVO PATTO, Ebrei 2:1-4

COME PERSEVERARE NELLA FEDE, Ebrei 3:1-11

IL TRONO DELLA GRAZIA, Ebrei 4:12-16

LA MATURITÀ SPIRITUALE, Ebrei 5:11-14

LA TRAGICITÀ DELL’APOSTASIA, Ebrei 6:1-8

GESÙ CRISTO, LA NOSTRA ANCORA, Ebrei 6:9-20

LA NOSTRA RISPOSTA ALL’OPERA DI CRISTO, Ebrei 10:19-25

ATTENTI ALL’APOSTASIA!, Ebrei 10:26-31

LA PERSEVERANZA, Ebrei 10:32-39.

Per quanto riguarda la domanda di Rosemarie sull’origine del peccato, consiglierei la lettura della sezione con lo stesso titolo (a pagine 652-654) trovata in Wayne Grudem: Teologia sistematica. Introduzione alle principali dottrine della Bibbia, Ed. GBU 2014 (acquistabile presso Sophos). Il libro costicchia, ma ne vale la pena acquistarlo in quanto organizza (mette in un “sistema”) i dati biblici intorno alle grandi categorie della cosiddetta teologia sistematica. Un libro di questo genere ci permette di consultarlo su domande del tipo fatto da Rosemarie, ma anche sui tanti altri temi. Questo piccolo assaggio da p. 652 vi illustrerà l’utilità di questo libro in riferimento al quesito di fondo di Rosemarie (ma vi consiglio, di nuovo, di leggere tutta la sezione da cui questo assaggio è tratto).

Grudem scrive: “Perciò, pur non potendo in nessun caso affermare che Dio stesso abbia peccato o debba essere accusato del peccato, tuttavia dobbiamo anche affermare che l’Iddio che ‘compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà’ (Ef 1:11), l’Iddio che ‘agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non c’è nessuno che possa fermare la sua mano o dirgli: <<Che fai?>>’ (Dn 4:35), ha stabilito che il peccato facesse il suo ingresso nel mondo, pur non essendone contento e pur avendo stabilito che vi sarebbe entrato per mezzo delle scelte volontarie di creature morali.” A questo punto Grudem aggiunge la nota 5 di cui cito solo il seguente: “…sicché certamente Dio non prende piacere nel peccato; nondimeno, per gli scopi che si prefigge e secondo modalità che per noi rimangono ancora in larga misura un mistero, Dio ha stabilito che il peccato entrasse nel mondo.”

Per cui: Dio lo stabilisce, ma i nostri progenitori (e noi in loro, Romani 5:12) fecero una scelta volontaria.

In questa risposta abbiamo a che fare con uno dei punti della fede cristiana in cui rimane una tensione (come può essere che Dio stabilisca ma che la scelta sia volontaria?) la cui soluzione le nostre menti umane non sono in grado di comprendere completamente. Si tratta del rapporto tra la sovranità di Dio e la responsabilità umana.

La nostra risposta alla salvezza in Cristo di cui godiamo dev’essere di lodare Dio per la sua stupenda grazia e di vivere vite consacrate a lui sia in risposta a quella grazia sia con l’aiuto della stessa (Tito 2:11-14).

Un brano da leggere, su cui meditare e in risposta al quale adorare il Signore per il suo straordinario amore per peccatori come noi è Efesini 1:3-14.

L’immagine di questo posto è il dipinto di Masaccio: La cacciata dei progenitori dall’Eden.

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