Gli altri si trovano a proprio agio con te? Gene Getz

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Cercavo un libro da consigliare a qualcuno su un determinato argomento e mi è venuto in mente un libro di cui avevo sentito parlare in inglese, The Measure of a Man di Gene Getz (Italia. Gene A. Getz, La misura dell’uomo, Ed. Centro Biblico, Giugliano 1999). Sfogliandolo in italiano, mi sono reso conto che non era il libro che cercavo per l’argomento in questione. Tuttavia una specifica sezione mi ha colpito particolarmente.

Sono un credente da decenni, ero stato un pastore assistente negli USA e da anni sono un leader cristiano in Italia; inoltre ho il privilegio di viaggiare abbastanza per il Signore. Tutto questo vuol dire che ho avuto e ho occasione di conoscere tanti credenti e, inevitabilmente, osservarli. Ovviamente, anch’io vengono osservato da loro! Aggiungo questo per indicare che non mi assento da quanto segue.

Il suo libro Getz propone che il credente (maschio o femmina che sia) inizi un progetto personale a partire da una delle caratteristiche richieste per “un vescovo” (= “anziano/pastore”) in 1 Timoteo 3:7. Qual è quella caratteristica? Che egli abbia una buona “testimonianza” (Nuova Riveduta) o “reputazione” (Conferenza Episcopale Italiana). Ciò che mi interessa in questo post è che ciò che Getz propone può aiutare qualsiasi credente farsi delle domande, a volte dolorose, per capire a quale punto si trova nel proprio cammino di santificazione personale. Cioè, quel processo attraverso il quale noi diventiamo sempre più come Cristo, via via che per la potenza dello Spirito Santo ci sottomettiamo ai dettami della Bibbia, la Parola di Dio.

Invito ciascuno di noi, me compreso, a leggere con attenzione il “progetto personale” di Getz abbozzato sotto.

Ecco ora il testo di Gene Getz, riportato pari pari da pagine 16-18 della traduzione italiana (non ho messo le virgolette per non ingombrare il post).

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Un progetto personale

Il seguente progetto è stato elaborato con l’intento di aiutarti ad intraprendere questo studio e a cominciare a sviluppare una buona reputazione.

Passo A

Chiediti onestamente se possiedi una buona reputazione e in che modo puoi attestarla; le seguenti domande ti aiuteranno: [inizia qui p. 17]

1. Dalle persone che mi sono più vicine – moglie, figli, amici ricevo un affetto retroattivo positivo che mi indica che ho una buona reputazione? Cioè posso evincere che ho una buona reputazione dal loro modo di parlare e di relazionarsi con me?

Nota: I commenti delle persone che non ti sono tanto vicine non sono molto ‘attendibili’: il loro giudizio potrebbe essere superficiale, potrebbero essere degli adulatori o persone condizionate dalla tua apparenza esteriore, dalla tua abilità dialettica o dal tuo carisma, ed in tal modo non si può sapere se ciò che dicono rappresenta la tua vera natura.

2. Sono ricercato da un numero sempre crescente di persone che vogliono confidarsi con me? Quelli che mi conoscono sono pronti a condividere con me in confidenza le loro preoccupazioni o informazioni personali?

3. I miei rapporti con gli altri diventano sempre più profondi ed importanti man mano che essi mi conoscono e si avvicinano a me? O, invece, i rapporti con gli altri diventano tesi e superficiali quando mi conoscono meglio e scoprono come realmente sono?

4. Il numero dei miei amici è in continuo aumento? Cresce o diminuisce il numero delle persone che mi ammira e ha fiducia in me?

5. Gli altri sono pronti a lavorare con me o a raccomandarmi ad altri per quanto riguarda compiti difficili ed impegnativi, senza paura che io li deluda? [p. 18 inizia qui]

Passo B

Se ti è difficile essere oggettivo nelle tue risposte a queste domande, mettiti a tavolino con tua moglie o con un amico stretto e chiedile/gli di aiutarti onestamente a valutare le tue risposte.

Nota: Se prendi sul serio il Passo A e il Passo B, ti sarà più facile proseguire in questo studio. Tutto ciò ti potrà sembrare ‘minaccioso’, ma ricordati, si tratta della paura di ciò che potresti udire o che gli altri ti potrebbero dire che ti spinge a reagire in modo negativo. L’orgoglio spirituale e le limitazioni dell’ego sono delle barriere a volte insormontabili, ma, una volta cominciato, il percorso procederà verso la maturità, e diventerai sempre più un ‘uomo di Dio’ [o una ‘donna di Dio’].

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Trovo davvero utili queste domande!

Metto un link qui al mio post sulla predicazione femminile perché sia chiaro che io non credo che tale ministero sia biblico. Ciò che mi interessa nei commenti di Getz (il quale che io sappia non era a favore neppure lui della predicazione femminile) è come tali domande ci aiutano tutti a crescere nel nostro carattere, maschi o femmine che siamo.

Infine: Save the date!

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