Happy Anniversary, Silvietta, il dono regalatomi 29 anni dal Signore e i Puritani sul matrimonio

L’11 febbraio 1989 io e la Silvia ci siamo sposati a Chicago (in realtà, dall’altra parte della strada in Oak Park).

Grazie, Signore per avermi regalato la Silvia.

Proverbi 18:22 dice: “Chi ha trovato moglie ha trovato un bene e ha ottenuto un favore dal SIGNORE.”

L’idea della moglie come “dono” è chiaramente trovata nella Bibbia ma “lei” non era pensata così durante il Medioevo. Il concetto biblico della moglie è stato ripristinato durante la Riforma protestante e poi è stato celebrato dai Puritani. Oggigiorno, che il sappia, la moglie è vista in questo modo “protestante” anche dai cattolici. Tuttavia, è curioso che tale enfasi biblica è stata ripristinata dai protestanti.

Come insegnante, non posso fare a meno di offrire un po’ di documentazione a riguardo dall’ottimo libro di Leland Ryken, Santi nel mondo. Il vero volto dei puritani, introduzione di J.I. Packer, Alfa e Omega, Caltanissetta 2017 (orig. Worldy Saints: The Puritans As They Really Were, Zondervan, Grand Rapids 1986). Tutte le seguenti citazioni vengono da Ryken.

P. 86: “Gli atteggiamenti cattolici del Medioevo forniscono il contesto necessario per comprendere la visione puritana del sesso de del matrimonio. In generale, i puritani affermavano ciò che i cattolici negavano, e negavano ciò che i cattolici avevano tradizionalmente affermato.”

P. 88: “Per secoli la dottrina cattolica aveva denigrato il sesso e il matrimonio. I puritani furono altrettanto veementi nella loro reazione a tale atteggiamento, ed inaugurarono una tradizione che dura fino ai nostri giorni.”

Pp. 88-89: Un puritano, Thomas Gataker, scrive del matrimonio: “Non v’è unione più intima, più completa, più preziosa, più amabile, più dilettevole, più confortevole, più fedele, più durevole dell’unione (here p. 89 starts) tra un uomo e sua moglie, la principale radice, fonte e scaturigine di ogni altra società.”

P. 89: “La tradizione cattolica aveva avuto la tendenza a vedere le donne come una tentazione. I puritani la pensavano diversamente. Una buona moglie, affermava Henry Smith, è ‘un dono tale che può venire solo da Dio, da accettare come se egli ci mandasse dal cielo un regalo con su scritto: ecco il dono di Dio’.”

Pp. 89-90: “Dato il retroterra cattolico al quale si contrapponevano quando scrivevano e predicavano, l’elogio del matrimonio fatto dai puritani rappresentava, nello stesso tempo, un implicito riconoscimento della bontà del sesso coniugale. Questo aspetto fu da loro analiz-(inizia qui p. 89)zato esplicitamente e con frequenza. La cosa apparirà più chiara se si considerano i termini ornai desuti con i quali erano soliti riferirsi al rapporto sessuale. ‘dovere coniugale’, ‘coabitazione’, ‘atto coniugale’ e (soprattutto) ‘dovuta benevolenza’.”

P. 90: Un puritano definiva il matrimonio “l’unione di due persone in una stessa carne, secondo il precetto di Dio […]. Congiungersi, unirsi, accoppiarsi non significa solo che da sposati, si debba vivere nella stessa casa […] ma che le menti debbono fondersi insieme e che si abbia una compartecipazione dei corpi e dei beni.”

P. 91: “Per i puritani, il sesso all’interno del matrimonio non solo era legittimo, ma anche piacevole. Gouge diceva che le coppie sposate devono fare sesso ‘con bona volontà e diletto, di buon grado, prontamente e gioiosamente’.”

P. 99. “La concezione puritana del matrimonio, i cui scopi comprendono l’unione sessuale ma vanno al di là di essa, è ben schematizzata in questa definizione uscita dalla penna di Thomas Becon: il matrimonio, scrive, è un ‘alto, santo e benedetto sistema di vita, istituito non dall’uomo ma da Dio, […] nel quale un uomo e una donna sono accoppiati ed uniti insieme in una sola carne e in un solo corpo nel timore e nell’amore di Dio, mediante il libero, amorevole, sincero accordo di entrambi, allo scopo di dimorare insieme come una sola carne ed un solo corpo, con una sola volontà ed un solo spirito, in tutta onestà, virtù e pietà, e di trascorrere la propria vita godendo egualmente e con gratitudine di tutto ciò che Dio vorrà dare loro’.”

Forse ti stai dicendo ora, ma i puritani la pensavano davvero così sul matrimonio? Non lo sapevo proprio. Allora devi leggere il libro di Ryken e smetterla di dar retta ai luoghi comuni su questo gruppo religioso 🙂

Ci vediamo 30 aprile-I maggio!

Teresa Castaldo presenta i primi quattro libretti TGC

 

Precedente La "Giunia" menzionata in Romani 16:7 era un apostolo? Successivo Vuoi essere traformato?

Lascia un commento

*