La predicazione dovrebbe essere pratica?

La predicazione dovrebbe essere sempre pratica? Sì è no. E’ chiaro che un predicatore deve spiegare il modo in cui un dato brano biblico è attinente agli ascoltatori. Ma non tutti i testi e/o tutti i temi sono attinenti, nello stesso modo, a chi ascolta un determinato sermone. Douglas Stuart commenta la questione del carattere pratico della predicazione della legge dell’Antico Testamento. Comunque sia, i suoi commenti sono applicabili anche ad altri brani della Bibbia. Ritengo molto utile tutto il capitolo di Stuart (Preaching the Law, pp. 87-100) all’interno di un libro molto utile: Preaching the Old Testament a cura di Scott M. Gibson. La seguente citazione viene da p. 88.

“Noi evitiamo di predicare la legge perché temiamo che non sembrerà attinente [ingl. relevant] a quelli che ci ascoltano. Tutti vogliono cose attinenti [nel senso di ‘cose pronte a usare subito’]. La maggior parte delle persone, istintivamente anche se erroneamente, definisce attinente come ‘un consiglio che io posso usare durante questa settimana per rendere più felice la mia vita’. Tale aspettativa mette pressione su quelli di noi che predicano a distorcere il messaggio dei testi predicati. Perché il modo più facile e più veloce di piacere a quelle persone che concepiscono l’attinenza in quel modo è di dare loro della saggezza calorosa, amichevole e umana che essi percepiranno volentieri come pratica e immediatamente utilizzabile. Chi vede l’attinenza in questo modo probabilmente considererà gran parte della Bibbia, e sicuramente la legge dell’Antico Testamento, come poco utile. E guai al predicatore che uno vede come non desideroso di aiutare quelli che lo ascoltano! Se le persone pensano di non essere aiutate dai tuoi sermoni, di certo troveranno un modo per mostrare la loro disapprovazione. Magari verranno meno spesso in chiesa, o saranno poco interessati a votare per un aumento del tuo stipendio, o potrebbero partecipare a un referendum per farti spostare in qualche altra chiesa dove, a loro avviso, potrai far addormentare un altro pubblico. Queste cose sì fanno paura!

“…[W]e avoid preaching the law because we’re scared that it won’t seem relevant. Everybody wants relevance. Most people instinctively, though erroneously, define relevance as ‘advice I can use this week to make my life happier’. This puts a message-distorting pressure on those of us who preach because the easiest and fastest way to please people who think of relevance that way is to give them warm, friendly, human wisdom that they will readily perceive as practical and immediately useful. In such an enterprise, most parts of the Bible, and certainly the Old Testament law, may seem to offer little or no help. And woe to the preacher who comes across as not helpful! If people think that your sermons don’t help them, they’ll certainly figure out some way to show it, via reduced attendance at worship, or a remarkably consistent disinterest in increasing your salary, or even a desire to move you on to some other church where they assume you can bore some other group of people. That’s scary!”

Fratelli predicatori, predicate la Bibbia. Non cedete alla pressione di distorcere la santa Parola di Dio.

Menziono il libro da cui viene la suddetta citazione anche in questo post.

Per post collegati, clicca qui; per un manuale gratuito sulla predicazione invece qui.

Stuart è autore insieme a Gordon Fee di un buon libro divulgativo sull’interpretazione della Bibbia, disponibile anche in italiano: Come aprire le porte a una lettura informata della Bibbia. In inglese: How to Read the Bible For All Its Worth.

Puoi ascoltare qualche sermone (in inglese) di Douglas Stuart qui. Egli ha una preparazione accademica formidabile, ma è un evangelico conservatore molto consacrato al Signore. Che bello trovare queste due cose insieme nella stessa persona! Mi piace in particolare il suo commentario su Hosea-Jonah (nella collana WBC).

A proposito, se me ricordo bene Stuart è un “arminiano”. Spero che questo non spaventi i miei amici e le mie amiche “calvinisti”. Da parte mia, io sono ben contento di imparare delle cose da rappresentati di entrambi gli schieramenti, riservandomi sempre il diritto e l’obbligo di fare come quelli di Berea (cfr. Atti 17:11).

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3 commenti su “La predicazione dovrebbe essere pratica?

  1. samuele il said:

    Salve bella riflessione, concordo! Premetto, non sono un pastore ma un ascoltatore, però credo che la responsabilità di fare una corretta analisi sia reciproca, perciò anche noi dobbiamo poter sempre verificare quello che ci viene insegnato alla luce della Bibbia.
    Forse non è il post corretto per formulare questa domanda, ma in qualche modo si riferisce al prendere per vero delle informazione che potrebbero nascondere un inganno.
    Che ne pensa di questa tesi? Si può ritenere corretta?
    https://www.youtube.com/watch?v=bitADOXzGwY&list=PLEFD3E901F9CAA46E

    • Pietro Ciavarella il said:

      Ciao Samuele, sono d’accordo con te che tutti quelli che ascoltano i sermoni (o leggono i libri cristiani) devono fare come quelli di Berea (Atti 17:11): esaminare per sé quello che viene predicato e tenere solo ciò che è conforme alle Sacre Scritture. Per chi è interessato ad approfondire, in inglese, il tema ecco il post 7 Ways to Become a Better Listener. Per quanto riguarda la tua domanda, probabilmente ne farò qualche commento in un post futuro (non sei il primo ad avermi chiesto di questo video e di altri da Danilo Valla). Posso comunque anticiparti il seguente in sintesi: purtroppo l’insegnante in quel video (e in quei video) non si attiene in nessun senso a principi di interpretazione ampiamente condivisi da innumerevoli cristiani da varie confessioni e correnti teologiche. Perciò, la maggior parte di quello che egli dice in essi non ha nessuna corrispondenza con ciò che è scritto nella Bibbia.

      • samuele il said:

        Molte grazie. Approfitto per augurare a tutti un buon anno nuovo, Dio ci benedica.

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