L’amore di Dio per i bambini, Giulia sul viaggio in Bulgaria

Ecco una lettera di Giulia della Chiesa Logos del suo viaggio in Bulgaria con Youth for Christ (YFC) Italia.

Ciao a tutti, sono Giulia

ho pensato di raccontarvi in poche parole come è andato il mio viaggio in Bulgaria.*
Siamo stati a contatto per una settimana con bambini gitani, la mattina andavamo in un campo rom, dove subito venivamo accolti con una quantità di affetto impensabile, ci abbracciavano, baciavano, avevano bisogno di attenzioni e di calore che purtroppo di solito non ricevono. Già dal primo giorno avevano imparato i nostri nomi, e appena arrivavamo nel campo a tutti si illuminavano gli occhi.

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Dopo vari giochi con i bambini gli raccontavamo storie della Bibbia, parabole, ed è stato bello vedere come con il passare dei giorni iniziavano a rispettare le regole e ci ascoltavano di più. Siamo stati in campi dove regna la vera povertà, dove ci sono bambini abbandonati, lasciati completamente soli, bambini pieni di ferite, nudi senza vestiti, ed è stato triste vedere come molti bambini non vivono la loro infanzia perché la  passano a tirare su i loro fratellini. Con questi bambini ci siamo sentiti un solo corpo, un’ unica famiglia, grande, allargata.
La cosa bella che mi hanno lasciato questi bambini è stato il fatto che non si lamentassero mai, erano sempre sorridenti, pur non avendo nulla, le piccole cose, i piccoli gesti e soprattutto le piccole attenzioni li rendevano i bambini più felici del mondo. Sono stati anche  giorni pesanti, dove abbiamo assistito a scene dure, di bambini di 10 anni che avevano intrapreso la via della prostituzione,
proprio mandati dai genitori, e bambini di 5/6 anni che si accendevano una sigaretta presa dal marciapiede, proprio perché cercavano di imitare ciò che vedevano nelle loro ‘case’, nonostante queste scene difficili da digerire, e che ci lasciavano molte domande abbiamo riflettuto su quanto soffre ogni giorno Dio, a quanto questa realtà di vita fa soffrire il vero Padre di questi bambini, ed al fatto che davvero non sono soli.

Un giorno mentre stavamo giocando con tutti, vedo questa bambina che stava piangendo perché le avevano tirato una botta, così mi sono avvicinata chiedendole cosa aveva, e con i gesti mi spiega che si era fatta male al braccio, cosi le do’ un bacino sul gomito, e improvvisamente le spunta un sorriso grande come una casa.

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Mi giro un secondo e 4 bambini iniziano a piangere contemporaneamente perché tutti volevano quella piccola attenzione e quel bacino. Mi ha fatto molto riflettere su quanto amore avesse bisogno ogni singolo bambino!
Lasciare tutti loro è stato triste e faticoso, sarei voluta rimanere lì per un anno, e ora col passare del tempo mi mancano tutti tantissimo, mentre mi salutavano molti bambini mi chiedevano di rimanere con loro e di non tornare in Italia, ma di giocare con loro tutta la vita.
Questa esperienza mi ha riempito il cuore, è stato bello incrociare gli sguardi dei bambini e ricambiare quel sorriso che tanto aspettavano, è stato bello consolarli mentre piangevano, abbracciarli, baciarli, e passargli tutto l’affetto di cui avevano bisogno, vedere ogni lacrima trasformarsi in un sorriso è stata una delle cose più belle. Continuiamo a pregare ogni giorno per questi bambini, che non si possano sentire mai soli, ma che possano scoprire davvero chi è il vero Dio che li ama.

Un ringraziamento va a voi, che avete reso questo viaggio possibile, sostenendomi economicamente ed in preghiera. Un grande abbraccio.

Giulia

Ecco la testimonianza che la Giulia ha poi raccontato alla Chiesa Logos.

*Ecco il post di qualche settimana fa che ha trattato in anticipo il viaggio missionario di cui Giulia parla in questo post.

Un sermone collegato: Lasciate che i bambini vengano a me (su Luca 18:16, predicato 11/10/09 alla Chiesa Logos).

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