Mi sentivo come Forrest Gump, finito “per caso” nel bel mezzo di tante cose importanti

 

Ho appena partecipato come predicatore ospite a Respiro che le sue organizzatrici definiscono “un ritiro professionale per gli artisti che cercano di intrecciare la fede e il processo artistico, nel contesto di solitudine, comunità e ministerio.” Il luogo è stato l’argriturismo Poggio Narchini. Le organizzatrici erano Rose Siglin e Myra Cargo, che sono ovviamente artiste, anzi artiste cristiane. Lascio a voi cercare sul sito i dettagli di questa “residency” a cui incoraggio qualche artista italiano (o qualche artista italiana) a partecipare in futuro. Quest’anno c’era una sola italiana nel gruppo, Rebecca, ma credo che l’esperienza sia stata importante per lei (sotto diremo di più su quest’artista).

In questo post invece voglio darvi semplicemente qualche impressione soggettiva del mio tempo trascorso con il gruppo, che erano prevalentemente donne, insieme a qualche marito e a qualche artista maschio. Poi vi racconterò qualche sorpresa e infine ciò che è stata per me la ciliegina sulla torta.

Nelle quattro domeniche del ritiro quattro predicatori sono stati invitati a parlare, ciascuno su un capitolo di Colossesi: Franco Bosio, Gian Luca Derudas di Nuova Vita di Bologna, il sottoscritto e Danny Perez. Danny è uno studente di teologia che si sta preparando per il ministero presso Princeton Theological Seminary, una facoltà per niente conservatrice. Danny e la sua dolce moglie Emily invece lo sono e sono anche impegnati in un ministero nell’Harlem di New York City. Per me è stata una grande gioia e molto edificante parlare sia con questa coppia sia con i vari partecipanti dell’evento. Questo gruppo è stato molto speciale e non lo dico come cliché.

Ciò che mi ha colpito di questo gruppo era la loro forte spiritualità e un grande spirito di accoglienza. Sono sicuro che tali caratteristiche sono state impostate da Myra e Rose. Tutti i partecipanti erano evangelici con qualcuno più carismatico di me, ognuno in un punto diverso del proprio cammino con il Cristo crocifisso e risorto. Tuttavia, c’è stato un forte desiderio collettivo e una grande unità nel voler cercare insieme il volto del Signore. Io ho partecipato alla loro esperienza forse per 24 ore (da domenica pomeriggio a lunedì pomeriggio), una piccola fetta del tempo che hanno trascorso insieme, ma ringrazio il Signore per questa bella opportunità e alto privilegio. A parte l’artista italiana Rebecca, il gruppo proveniva dagli USA con diversi che abitano a New York City. Nel mio intervento ho parlato in italiano e la bilingue Rebecca mi ha tradotto. Le organizzatrici tenevano che alcuni italiani presenti al momento del culto (ospiti di quel momento) sentissero la predica nella propria lingua, direttamente da chi parlava, una decisione che ritengo saggia e strategica.

Ci sono state tante sorprese (belle) nelle mie 24 ore con questi artisti. Ve ne racconto qualcuna, andando avanti con le mie riflessioni. Di recente ho avuto dei problemi alla schiena e una risonanza ha confermato che, in effetti, ci sono dei problemi (anche se non gravi). E guarda caso che una delle artiste era una massage therapist, ovvero una persona formata professionalmente per fare massaggi. Ringrazio il Signore per il massaggio che mi ha dato Carrie, la cui arte potete guardare sul suo sito.

Lunedì a pranzo diversi di noi hanno parlato insieme, spontaneamente, delle varie strategie che ci sono per evangelizzare nei paesi stranieri. I commenti dei vari partecipanti mi sembravano profondi ed equilibrati. A proposito (dico ai partecipati), la scena che non ero risuscito a trovare con voi, dal film The Impossible, in cui le donne anziane vestono la ferita Naomi Watts con una camicetta pulita, per restaurarle la sua dignità, finalmente l’ho trovata. By the way, I finally found that dignity scene that I wasn’t able to find on YouTube at the agriturismo. Here it is! A cena invece, la sera prima, un’artista d’origine cinese ha pregato in quella lingua prima del pasto.

Credo che il Signore mi abbia preparato in qualche modo per i miei due giorni con questo gruppo. Mi spiego. Il giorno prima della mia partenza, avevo fatto una visita pastorale a un membro di chiesa ricoverato in ospedale. Gli ho menzionato il mio imminente viaggio e sua moglie mi ha detto che la nonna di lei, molti anni prima, aveva parlato di Cristo in tutta la zona in questione (Castel del Piano e dintorni) e che, a suo tempo, era nata nel paese una chiesina evangelica (della Chiesa Apostolica). Ritengo bella la coincidenza geografica in merito ad un posto piuttosto fuori mano rispetto a Firenze.

Poi mi ha fatto un immenso piacere poter parlare con una cattolica praticante (una persona esterna al gruppo) che aveva assistito al culto. È stata molto simpatica e le ho detto che volevo spedirle un omaggio del mio libro sul Padre Nostro, che ha detto di accettare volentieri.

Pochi giorni fa c’era stato un nubifragio a Firenze che ci ha messo KO. Poco dopo il mio arrivo all’agriturismo ho ricevuto una mail da un fratello siciliano dicendo di aver pregato per me a causa delle notizie sentite riguardo a Firenze e di voler sapere come stavamo. Si tratta di un fratello in Cristo che non ho mai conosciuto di persona ma che, in modo molto opportuno e riguardoso, mi manda una email ogni 3-4 mesi per dirmi che sta pregando per il mio ministero. La tempistica è stata molto bella e ritengo la premura di quel fratello e quella tempistica un pegno verso di me dell’amore del mio Padre celeste.

Ora la ciliegina sulla torta. Le organizzatrici avevano deciso di cambiare i miei piani di rientro a Firenze (a mio vantaggio). Alla fine non sono tornato, come ero arrivato, in treno, ma in auto con uno studente universitario che frequenta da qualche mese la Chiesa di cui sono pastore insieme al mio amico Andrea Giorgi.

Da mesi l’artista italiana Rebecca e Gianluca Imperitura (eccolo qui e in avanti e qui è il suo blog) avevano pregato e testimoniato a questa persona con grande affetto e amicizia. Tornando a casa, con lo studente universitario alla guida, parlando di cose varie, a un certo punto gli ho chiesto: “Ma tu sei un cristiano, cioè hai accettato Gesù Cristo come il tuo personale Signore e Salvatore?” Lui mi ha risposto qualcosa del tipo: “Speravo che tu mi avresti fatto questa domanda”. (Un’amica mi ha detto che le ricorda la situazione di Filippo raccontata in Atti 8:26-40. Confermo di essermi sentito più o meno così!) Così dialogando l’ho invitato ad accettare Cristo proprio durante quel viaggio, qualcosa che lui ha fatto con somma riconoscenza a Cristo per averlo salvato. Dio mi ha dato il privilegio di fare l’ostetrica, cogliendo il frutto dell’impegno e dell’amore mostrati da Rebecca e Gianluca verso questo amico.

L’evangelizzazione è un’opera di squadra, di cui il Protagonista unico è Dio. Le parole di Paolo in 1 Corinzi 3:6 (“Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere”) illustrano questa realtà. Pensate che Rebecca aveva portato questo (ora) neoconvertito amico ad un incontro dell’Aperitopics e in quell’occasione l’amico aveva conosciuto Gianluca per la prima volta. Qual era l’argomento che aveva attirato l’amico di Rebecca? Scienza e fede, dove l’ospite professore era il fisico credente Stefano Lagomarsino (per caso, mio cognato). Potete ascoltare qui il secondo intervento di Stefano all’Aperitopics.

Grazie, Signore, per avermi dato il privilegio di partecipare a Respiro e grazie per aver salvato questo amico di Rebecca!

Delle foto dall’evento: prima, seconda.

 

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2 commenti su “Mi sentivo come Forrest Gump, finito “per caso” nel bel mezzo di tante cose importanti

  1. Carissimo Pietro, che bella storia!!
    Mi ha fatto venire in mente Filippo in Atti 8. Forrest Gump è il mio film preferito in assoluto e l’analogia che hai usato mi ha fatto sorridere :).
    Dio rimane lo stesso in eterno e le sue vie sono imperscrutabili (Eb 13:8, Gb 9:10). Grazie a Dio!

    Cari saluti

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