“Non abbandonarci alla tentazione” è la traduzione preferita da Papa Francesco, ma è una buona traduzione?

La versione cattolica della Bibbia (CEI) traduce come segue una delle richieste del Padre nostro: “non abbandonarci alla tentazione” (Matteo 6:13 e Luca 11:4).

Il testo greco è mē eisenegkēs hēmas eis peirasmon. Il verbo tradotto “abbandonare” è eispherō, la cui forma qui è eisenegkēs. In questo post non mi prefiggo tanto di valutare questa traduzione quanto di fornire qualche dato a coloro che non conoscono il greco, la lingua originale del Nuovo Testamento.

Il verbo eispherō si trova otto volte nel Nuovo Testamento. Qui sono i versetti nella traduzione della CEI.

-Matteo 6:13: “non abbandonarci (eispherō) alla tentazione”.

-Luca 5:18: “Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare(eispherō) e di metterlo davanti a lui.”

-Luca 5:19: “Non trovando da quale parte farlo entrare(eispherō) a causa della folla.”

-Luca 11:4: “non abbandonarci (eispherō) alla tentazione”.

-Luca 12:11: “Quando vi porteranno (eispherō) davanti alle sinagoghe.”

-Atti 17:20: “Cose strane, infatti, tu ci metti (eispherō) negli orecchi; desideriamo perciò sapere di che cosa si tratta.”

-1 Timoteo 6:7: “Infatti non abbiamo portato (eispherō) nulla nel mondo e nulla possiamo portare via”

-Ebrei 13:11: “Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato (eispherō) nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione”.

Osserviamo che la CEI traduce il verbo eispherō con la parola “abbandonare” solo nella frase del Padre nostro. Le altre parole adoperate per tradurre eispherō sono “entrare”, “portare” e “mettere”.

“Abbandonare” non è il significato naturale di eispherō. Nel Nuovo Testamento l’idea di abbandonare viene espressa con altri verbi greci. Basta trovare la parola “abbandonare” nel Nuovo Testamento della CEI e la parola greca tradotta sarà un altro verbo rispetto a eispherō.

A volte in greco la traduzione di un verbo dipende dalla preposizione che lo segue. Nella frase del Padre nostro la preposizione che segue è eis. Tale preposizione segue eispherō anche in Atti 17:20, 1 Timoteo 6:7 e Ebrei 13:11. In due casi la CEI traduce eispherō “portare” e nell’altro “mettere”.

  1. Così osserviamo che la CEI ha deciso di tradurre eispherō “abbandonare” soltanto nella frase del Padre nostro.
  2. Inoltre, il concetto di “abbandonare” è espresso nel Nuovo Testamento da altri verbi greci e non da eispherō. Un semplice esempio sarebbe Giovanni 10:12: “Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde”. Qui il verbo greco per “abbandonare” è aphiēmi.

Spero che questi commenti siano utili a coloro che mi hanno interpellato su articoli come questo in cui si commenta l’opinione di papa Francesco riguardo alla richiesta in questione.

A questo link c’è Matteo 6:13 in sei versioni italiane (la Bibbia della Gioia è una parafrasi), e qui c’è Luca 11:4.

Questo post fa parte della serie Problemi di traduzione.

Qui invece c’è un sermone sul Padre nostro.

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