Perché un indice così lungo in questo quadro di Giovanni Battista?

Questo è un dettaglio della Tavola della Crocifissione dell’Altare di Issenheim (Matthias Grünewald, ca. 1480 – 1528). L’indice di Giovanni Battista, tra l’altro proporzionalmente troppo lungo, sta indicando qualcosa. Vediamo che cosa, o meglio chi, nella Tavola più ampia.

Egli sta “additando” Gesù Cristo.

Questo è il ruolo del Battista: indirizzarci a Gesù Cristo. Giovanni sa di non essere, e non vuole assolutamente essere, il protagonista. Questo viene espresso anche nelle parole latine riportate accanto a lui: illum oportet crescere me autem minui.

Si tratta delle parole pronunciate dal Battista nel Vangelo secondo Giovanni 3:30: “Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca.” Giovanni Battista è il precursore del Messia, colui che è stato mandato davanti a lui per preparargli la via.

Per questo, Giovanni desidera che i riflettori non siano sopra di lui ma sopra Gesù. (Matthias Grünewald mette queste in evidenza dipingendo un indice troppo lungo.) Gesù deve crescere in visibilità e in importanza, io Giovanni invece devo essere sempre meno in vista, sempre meno importante. Il mio ruolo è promuovere lui e non me stesso.

Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca.

Spieghiamo il messaggio di Giovanni Battista in modo più esteso a questo link (il pastore Cesare Albanesi introduce a min 3:50; il pastore Pietro Ciavarella comincia a parlare a min 4:35), come anche negli altri trovati a questo link.

Spero che questi messaggi vi aiutino a conoscere, per la prima volta o meglio, colui che Giovanni Battista sta additando: Gesù Cristo il Figlio di Dio!

-Giovanni 3:16-18

16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

-Giovanni 3:36

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

-Giovanni 5:20-24:

20 Perché il Padre ama il Figlio, e gli mostra tutto quello che egli fa; e gli mostrerà opere maggiori di queste, affinché ne restiate meravigliati. 21 Infatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio vivifica chi vuole. 22 Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio, 23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. 24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

-Giovanni 20:30-31:

30 Ora Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; 31 ma questi sono stati scritti affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.

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