Più che vincitori…in virtù di colui che ci ha amati

Romani 8:18 mette le nostre sofferenze nel loro quadro eterno: “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo.”

Ieri ho avuto l’onore di passare un po’ di tempo con Giovannina della Chiesa evangelica di via della Cultura qui a Porto Torres, da cui parto questa mattina per rientrare a casa a Firenze. A proposito, grazie a voi che avete pregato per il mio fine settimana con questa comunità e, per favore, continuate a pregare per loro!

Per spunti su come pregare per la Sardegna, consiglio la rubrica L’Input dell’Ilaria per intercedere per l’Isola.

Come tanti credenti Giovannina ha sofferenze fisiche importanti, nel suo caso il morbo di Parkinson. Lei ha questo morbo ormai da diversi, ahimè troppi, anni. Tutti noi, quali che siano le afflizioni che dobbiamo affrontare, se siamo credenti in Gesù Cristo, possiamo affrontarle sapendo che Dio non si è dimenticato di noi. In Cristo Dio è diventato uomo e ha partecipato pienamente all’esistenza umana con l’unica differenza rispetto a noi di non aver mai peccato.

Egli ci conosce, comprende appieno l’esperienza umana e ci tutela nella nostra afflizione dandoci la forza a non mollare la nostra fiducia in lui e a non pensare a lungo di essere stati dimenticati da Dio (anche se nei momenti più bui questo certamente ci può passare per la mente).

Sono stato molto edificato dallo stare con Giovannina per un’oretta, leggere con lei, insieme a sua figlia Alessandra e ad Angela, una sorella in Cristo e amica loro, Romani 8:18 e ringraziare insieme il nostro Padre buono e misericordioso per il suo sostegno per Giovannina, ma anche per tutti i suoi figli e tutte le sue figlie. Non esiste un padre migliore, egli è il padre che nessuno di noi ha mai avuto ma che oguno di noi magari ha sempre sognato di avere.

Per una testimonianza sobria ed equilibrata riguardo a come una credente ha affrontato delle afflizioni importanti, vi consiglio di ascoltare la testimonianza di Simona Mancini.

In questo sermone spiego la tutela del Signore verso i suoi figli e le sue figlie nelle loro sofferenze.

Per una buona carica teologica quotidiana, vi consiglio le Solid Joys di John Piper.

Eccomi insieme alla mia sorella in Cristo Giovannina, un esempio per me della preziosità di Cristo. Lei mi aiuta a vedere in pratica ciò che leggo nelle Scritture in Romani 8:37, ovvero che noi siamo “più che vincitori” “in tutte queste cose [le afflizioni della nostra esistenza]”, perché? “In virtù di colui che ci ha amati”. Lui, il nostro grande Dio d’amore, è l’unico motivo per cui “vinciamo” – non le nostre forze umane.

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Ti invito a leggere Romani 8:15-39 per vedere la tutela e l’amore che Dio ha per te, credente in Gesù Cristo, anche dentro la tempesta delle tue sofferenze. Anzi è proprio dentro quella tempesta che il suo amore e la sua tutela sono più preziosi.

Romani 8:15:39

“15 E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» 16 Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. 17 Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui.
18 Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo. 19 Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; 20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, 21 nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; 23 non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo. 24 Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora? 25 Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza.
26 Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; 27 e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.
28 Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. 29 Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30 e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.
31 Che diremo dunque riguardo a queste cose?
Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? 32 Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 36 Com’è scritto:
«Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno;
siamo stati considerati come pecore da macello».
37 Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, 39 né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.”

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