Quand’è che l’evangelizzazione diventa più fruttuosa?

La seguente citazione viene da D.A. Carson, Un appello per una riforma spirituale. Le priorità di Paolo e le sue preghiere, Passaggio, s.l. 2005, pp. 156-7.

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P. 156: “La chiesa deve considerarsi come l’avamposto del cielo, un microcosmo del nuovo cielo e della nuova terra impiantato, per così dire, nella nostra sfera temporale. Siamo ancora contaminati da fallimenti, peccati, ricadute, ribellione ed egocentrismo; non siamo ancora ciò che dovremmo essere. Ma per la grazia di Dio, non siamo più quel che eravamo. Fin tanto che saremo lasciati quaggiù, dovremo lottare contro il peccato e anticipare, per quanto possibile, lo stile di vita tipico della ineffabile gioia della perfetta giustizia. Siccome dobbiamo vivere nella prospettiva del giorno di Cristo, dobbiamo essere una comunità intrinsecamente missionaria. La nostra cittadinanza autentica è il cielo; la nostra posizione legale è alla destra di Cristo Gesù (Ef. 2:6). Tuttavia, in attesa di questa realizzazione finale, siamo una comunità che vive quaggiù sulla terra, nell’ambito di un mondo decadente, morente, perduto e sotto il giudizio di Dio, come un avamposto del nuovo cielo e della nuova terra”

“Così, quando Paolo pronuncia questa preghiera, egli sta in realtà pregando per un risveglio. Egli prega affinché i credenti siano già ora ciò che dovrebbero essere e che certamente un giorno saranno. Il testo ci insegna a pregare affinché anche noi possiamo fare l’esperienza ed approvare così le cose sante più alte e migliori – e tutto questo in vista del giorno del Gesù Cristo. Perché è già oggi, continua Paolo, che i credenti devono essere tanto santi quanto possono esserlo come peccatori perdonati da questo lato dell’eternità: ecco l’obiettivo per cui dobbiamo pregare. È questo /inizia qui p. 157/ il modo in cui, la preghiera di Paolo per le cose migliori [in Filippesi 1:10], si collega alla prospettiva più lunga del giorno di Gesù Cristo.”

“Basta leggere qualcosa sulla storia dei risvegli per scoprire che, quando esso avviene, si dissolve ogni risentimento. Quando giunge un risveglio, la promozione di sé stessi si inaridisce perché viene costantemente detestata. Quando giunge un risveglio, uomini e donne desiderano intensamente essere santi, si adoperano seriamente per l’integrità spirituale, abbracciano una genuina rinuncia a sé stessi ed imparano veramente ad amare. Quando giunge un risveglio, scompare il nostro preoccupante senso d’irrealtà e il cielo ci appare più reale e diventa molto più importante dell’ordinamento transitorio di questo mondo. Quando giunge un risveglio, il culto non è più un esercizio, ma una delle maggiori caratteristiche della nostra vita. Tutto ciò che è sciocco e volgare se ne va, scompare del tutto la voglia del divertimento fine a sé stesso, ed il giorno di Cristo ci sembra più vicino che mai. Quando sperimentiamo in modo nuovo la grazia di Dio che opera con potenza nella nostra vita, l’evangelizzazione non solo diventa una passione, ma anche qualcosa di immensamente più fruttuoso.”

Questo libro è anche disponibile in inglese: D.A. Carson, A Call to Spiritual Reformation: Priorities from Paul and His Prayers, Baker, Grand Rapids 1992.

Lo presento qui e lo uso in questo corso.

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