Robert Murray M’Cheyne, il tuo nome è sul Pettorale di Cristo

(The quotation of M’Cheyne is both in Italian and English in this post.)

Credente, sei stressato, sovraccarico, non credi di reggere? Mi sono sentito così oggi. Cosa ho fatto? Mi sono fermato. Ho gettato le miei preoccupazioni sul Signore. Ho condiviso i miei pesi e bisogno di intercessione con dei credenti. Loro hanno interceduto ed incoraggiato e poi mi è venuto in mente questo, il quale faceva parte di un sermone (in calce) che avevo predicato anni fa. La parte in neretto è ciò che ora mi fatto piangere e piangere più volte. Spero che questa riflessione di M’Chyne sia di aiuto anche a te.

Infatti in una sua riflessione personale il grande pastore Robert Murray M’Cheyne (1813-1843) scriveva…

“Dovrei più spesso meditare su Cristo come un Salvatore vivente; come un Pastore che porta le pecore che trova; come un Re che regna sulle vite che ha redente; come un Capitano, che lotta contro coloro che lottano con me (Salmo 35); come Uno che si è impegnato di portarmi attraverso ogni tentazione e ogni prova, anche se impossibile per carne e sangue. Spesso voglio dire, ‘Come può questo Uomo salvarci? Come può Cristo in cielo salvarmi dalle concupiscenze che fanno guerra dentro di me e dalle reti che avverto stanno per avvolgermi?’ Questo è il padre della menzogna! ‘Cristo può salvare perfettamente [Ebrei 7:25].’ Dovrei riflettere su Cristo come Intercessore. Egli pregò di più per Pietro, che sarebbe stato tentato di più. Io sono sul Pettorale di Cristo il Sommo Sacerdote. Se io potessi sentire Cristo che prega per me nella stanza accanto, non temerei un milione di nemici. Eppure la distanza non cambia nulla; egli sta pregando per me.”*

In questa riflessione sul pettorale M’Cheyne lega il concetto del sommo sacerdote che aveva i nomi delle dodici tribù d’Israele incastonati sul pettorale e Gesù che è il nostro sommo sacerdote per eccellenza. Quando il sommo sacerdote entrava nel luogo santissimo ‘portava con sé’ sul pettorale i nomi degli Israeliti. Esodo 28:29 recita: “Così Aaronne, quando entrerà nel santuario, porterà i nomi dei figli d’Israele nel pettorale del giudizio, sul suo cuore, per conservarne sempre il ricordo davanti al SIGNORE.” Così M’Cheyne applicava ciò al Nuovo Patto, felicemente immaginando Cristo come portando il nostro nome nella presenza del Padre quando intercede per noi in cielo.

*P. 154 di Memoir and Remains of the Rev. Robert Murray M’Cheyne (new edition with appendices, facsimiles of writings, and portrait), a cura di Andrew Bonar, Oliphant Anderson e Ferrier, Edingurgh/London 1892 (www.archive.org/details/memoirremainsofr1892mche). Il testo inglese:

“I ought to study Christ as a living Saviour more,—as a Shepherd, carrying the sheep He finds,—as a King, reigning in and over the souls He has redeemed,—as a Captain, fighting with those who fight with me (Psalm 35), as One who has engaged to bring me through all temptations and trials, however impossible to flesh and blood. I am often tempted to say, ‘How can this Man save us? How can Christ in heaven deliver me from lusts which I feel raging in me, and nets I feel enclosing me?’ This is the father of lies again! ‘He is able to save unto the uttermost.’ I ought to study Christ as an Intercessor. He prayed most for Peter, who was to be most tempted. I am on His breastplate. If I could hear Christ praying for me in the next room, I would not fear a million of enemies. Yet the distance makes no difference; He is praying for me.”

Ringrazio Cristo (ovviamente) per la sua intercessione per me, ma lo ringrazio anche per quelli che hanno interceduto poco tempo fa per me. Filippesi 1:3-5: “3 Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi; 4 e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia 5 a motivo della vostra partecipazione al vangelo, dal primo giorno fino a ora. ”

Sermone collegato: Il trono della grazia (audio), Ebrei 4:12-16 (30/10/2011).

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