Satana tenta? Dio “tenta”?

In riferimento alla richiesta del Padre nostro di non indurci in tentazione (Matteo 6:13; Luca 11:4), Giovanni Calvino scrive: “Dio tenta[1]in un modo e il diavolo in un altro. Il diavolo tenta per perdere, per dannare, per confondere, per inabissare. Dio invece tenta[2]per sperimentare la sincerità dei suoi servitori, provandoli, e per aumentare la loro forza spirituale, per mortificare, purificare e bruciare, esercitandola, la loro carne che, se non fosse in tal modo repressa, lotterebbe e si ribellerebbe oltre misura. Inoltre, il diavolo assale a tradimento e alla sprovvista, per opprimere prima che ce ne rendiamo conto; ma Dio non ci tenta oltre le nostre possibilità, ma dà buon esito alla tentazione, affinché possiamo sopportare tutto quello che ci manda (1 Cor., X, 13; II Petri, II, 9).”[3]

[1]McNeill, “tries”.

[2]McNeill, “that by proving his own children he may make trial of their sincerity”.

[3]Giovanni Calvino, Istituzione della religione cristiana, in due volumi, a cura di Giorgio Tourn, UTET, Torino 1971 (tr. del testo francese.): Libro terzo.XX.46; Tourn II.1087; Calvin.Institutes of the Christian Religion, in due volumi a cura di John T. McNeill, tr. di Ford Lewis Battles, Westminster, Philadelphia 1960 (tr. del testo latino).

Risorsa collegata: La disciplina del Signore, prima parte; la disciplina del Signore, seconda parte.

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