Un commento su rhema e logos. C’è una differenza di significato?

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Se fai una ricerca su internet per immagini sulla parola “rhema”, troverai questi risultati.

(Segnalo subito una stranezza. La seguente immagine che ho trovato su internet, un po’ a caso, contiene le nostre due parole greche sullo sfondo della Bibbia ebraica!)

Sono sicuro che sarà lo stesso per la parola “logos”: una ricerca su internet farà venir fuori tante immagini. Poi ci sono ministeri che usano una di queste parole nei propri nomi. Un esempio è la chiesa di cui sono il pastore teologo e l’accademia di cui sono il direttore. Non sono io quello che ha scelto il nome logos per la chiesa, e abbiamo deciso di usare logos per l’accademia perché la chiesa aveva già quel nome. Personalmente, preferisco parole italiane ma, sì, è molti anni che mi sono abituato al titolo la Chiesa “Logos” 🙂 Ad ogni modo, i ministeri che usano rhema nel loro titolo tendono ad attribuire qualcosa di speciale a quella parola.

Questo è un preambolo per la domanda che mi ha fatto Nino Balbo: Scrivo per chiedere un chiarimento su due termini, logos e rhema. E’ vero che c’è differenza tra i 2 termini?

La domanda è chiara e semplice. La risposta invece non è tanto semplice, per molteplici motivi. Di conseguenza, scrivo subito un riassunto della mia risposta, poi dopo il riassunto una risposta più lunga.

  1. Spesso rhema e logos sono intercambiabili. In altre parole, a volte un autore biblico sceglie di usare una delle due parole quando poteva scegliere anche quell’altra.
  2. In alcuni casi le due parole possono avere sfumature differenti.

Detto questo, aggiungo subito qualcosa di molto importante. I principi “magici” (passatemi il termine) che alcune persone attribuiscono alla parola rhema sono pura fantasia. Dico questo di rhema perché delle due parole è essa che viene tipicamente strumentalizzata.

Ad alcuni lettori sarà bastato questo riassunto. Se invece vuoi vedere alcuni dati, proseguiamo insieme a fare una piccola passeggiata esegetica.

1.Nel greco classico [V-IV sec. a.C.] sussiste una differenza tra rhema e logos. “Con logos s’intende la connessione, la coerenza razionale del discorso… contrariamente a rhema, che designa l’espressione o il detto singolo enunciati con maggiore carica affettiva ma pur risultanti da un terminato suono pronunciato, sicché qui appare essenziale il fatto che si parla”; ThWNT IV:78 = GLNT VI:227 s., citato nel lemma rhema II:1254 in DENT. Di conseguenza, nel greco classico c’era una differenza tra rhema e logos.

2.Durante i III-II sec. a.C. la Bibbia ebraica viene tradotta in greco. Questa traduzione è chiamata la Septuaginta e viene abbrevviata “LXX”. I traduttori della LXX traducono davar, il vocabolo ebraico comune per “parola”, sia con logos (più di 800 volte) sia con rhema (c. 350 volte); cfr. NIDNTTE IV: 207. Inoltre, a volte la LXX alterna tra i due vocaboli. Ecco un esempio.

-Esodo 34:1: “Il SIGNORE disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime; e io scriverò sulle tavole le parole (ebraico davar > greco rhema) che erano sulle prime due tavole che hai spezzato».”

-Esodo 34:27-28: “27 Poi il SIGNORE disse a Mosè: «Scrivi queste parole (eb. davar > gr. rhema); perché sul fondamento di queste parole (eb. davar > gr. logos) io ho fatto un patto con te e con Israele». 28 E Mosè rimase lì con il SIGNORE quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane e non bevve acqua. E il SIGNORE scrisse sulle tavole le parole (eb. davar > gr. rhema) del patto, i dieci comandamenti (eb. davar > gr. logos).”

Esodo 34:27 ci aiuterà a mettere a fuoco ciò che fece il traduttore quando vide la parola ebraica “parola” (davar) due volte in un versetto nemmeno tanto lungo. La prima volta la tradusse rhema, la seconda logos. Si trattava dello stesso vocabolo (davar) il quale in entrambi i casi faceva riferimento alla stessa cosa (le parole che il Signore comandò a Mosè di scrivere). Il traduttore non ebbe problemi di adoperare due parole greche differenti, la prima volta rhema, la seconda logos. Le usò come sinonimi.

I dati dalla LXX sono importanti perché siamo già nella fase del greco che è usato nella Bibbia. Si tratta del greco koinè che viene usato da 330 a.C. – c. 330 d.C. Ora invece passiamo direttamente al Nuovo Testamento.

3.Nel Nuovo Testamento logos si trova 330 volte (in 317 versetti), rhema 68 volte (in 65 versetti), e entrambi vengono usate in più modi. A noi interessa come vengono usate in riferimento al significato (o tecnicamente, all’accezione) di “parola”. In quanto segue DENT II:1254 riassume qualcosa di importante per la nostra indagine.

“Entrambi [rhema e logos] possono indicare il singolo detto di Gesù, come nella giustapposizione di Lc. 9,44.45 (cfr. Mc. 10,22 con 14,72), o anche determinati discorsi (Mt. 26,1; pantes hoi logoi houtoi – Lc. 7,1: panta ta rhemata autou) e il messaggio nella sua totalità (Mt. 24,35: hoi logoi mou – Gv. 15,7: ta rhemata mou; cfr. 17,8 col v. 14). Nel greco neotestamentario quindi si relativizza la differenza valida nel greco classico secondo cui ‘con logos s’intende la connessione, la coerenza razionale del discorso… contrariamente a rhema, che designa l’espressione o il detto singolo enunciati con maggiore carica affettiva ma pur risultanti da un terminato suono pronunciato, sicché qui appare essenziale il fatto che si parla’… [ThWNT IV:78 = GLNT VI:227 s.]; cfr. Ebr. 12,19). Il N.T. parla in concreto di un rhema nel riferirsi a parole di predicazione (Lc. 9,45 bis), d’incarico (5,5), di minaccia (Atti 6,13) e di insegnamento (10,22), oltreché nell’indicare il messaggio salvifico nella sua globalità (1 Pt. 1,25b: to rhema to euangelisthen eis umas; cfr. Rom. 10,8) e forse nella formula battesimale (Ef. 5,26)”. Sopra ho messo in neretto delle parole importanti: “Nel Greco neotestamentario quindi si relativizza la differenza valida nel greco classico”. Le lingue cambiano. Noi non scriviamo più come Dante, e nel periodo koiné non si scriveva più come nel periodo del greco classico.

Avendo letto questo paragrafo, passiamo ora a guardare qualche esempio fornito sopra. Quello che ci interessa è vedere come, in queste varie categorie, in un caso si usa rhema e in un caso simile si usa logos, senza nessuna differenza o senza tanta differenza di sfumatura.

a.un singolo detto di Gesù

-Luca 9:45 (Riveduta): “Ma essi non capivano quel detto (rhema) ch’era per loro coperto d’un velo, per modo che non lo intendevano, e temevano d’interrogarlo circa quel detto.” (Qui cito la Riveduta in quanto la Nuova Riveduta usa il plurale “queste parole” anche se il greco è al singolare.)

-Marco 10:22: “Ma egli, rattristato da quella parola (logos), se ne andò dolente perché aveva molti beni.”

b.determinati discorsi

-Matteo 26:1: “Quando Gesù ebbe finito tutti questi discorsi (logos)”.

-Luca 7:1: “Dopo che egli ebbe terminato tutti questi discorsi (rhema).”

c.il messaggio nella sua totalità

-Matteo 24:35: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole (logos) non passeranno.”

-Giovanni 15:7: “Se dimorate in me e le mie parole (rhema) dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.”

d.L’utilizzo quasi identico delle due parole nello stesso brano

-Giovanni 17:8: “poiché le parole (rhema, plurale) che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato.”

-Giovanni 17:14: “Io ho dato loro la tua parola (logos, singolare); e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo.”

-Matteo 12:36-37: “36 Io vi dico che di ogni parola (rhema, singolare) oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; 37 poiché in base alle tue parole (logos, plurale) sarai giustificato, e in base alle tue parole (logos, plurale) sarai condannato.”

-Giovanni 12:48: “Chi mi respinge e non riceve le mie parole (rhema, plurale) ha chi lo giudica; la parola (logos, singolare) che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno.”

-Atti 10:44 (Nuova Diodati): “Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose (rhema, plurale), lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola (logos, singolare).” (Qui cito la Nuova Diodata che insieme alla CEI, traduce in modo palese la parola rhema.)

e.Qui invece presento delle “coppie” di versetti. Si tratta di casi in cui in un versetto si usa rhema e nell’altro logos, ma sembra che le due parole vengano usate più o meno nello stesso modo.

-Matteo 8:8: “Ma il centurione rispose: ‘Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola (logos) e il mio servo sarà guarito’.” In questo caso il centurione chieda che Gesù dica una parola (logos).

Luca 22:61: “E il Signore, voltatosi, guardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola (rhema) che il Signore gli aveva detta: «Oggi, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». In questo caso Pietro si ricorda di una parola (rhema) che Gesù aveva detto.

-Giovanni 12:47: “Se uno ode le mie parole (rhema, plurale) e non le osserva, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.”

-Matteo 7:24: “Perciò chiunque ascolta queste mie parole (logos, plurale) e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.”

-Giovanni 15:7: “Se dimorate in me e le mie parole (rhema, plurale) dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.”

-Colossesi 3:16: “La parola (logos, singolare) di Cristo abiti in voi abbondantemente.”

-Luca 1:20 dove l’angelo dice a Zaccaria: “Ecco, tu sarai muto, e non potrai parlare fino al giorno che queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole (logos, plurale) che si adempiranno a loro tempo”.

-Luca 1:38: “Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola (rhema)». E l’angelo partì da lei.”

In tutti questi casi non sembra che ci sia gran differenza (o punta differenza) tra rhema e logos.

4.Due commenti sull’impiego di rhema. Qui voglio riportare i commenti di Peter T. O’Brien su due passi in cui viene adoperata rhema. I commenti di O’Brien contengono qualche commento sulle eventuali differenti sfumature che ci sono (in questi casi specifici) tra rhema e logos, ma anche una raccomandazione di non esagerare.

a.In Efesini 6:17 Paolo esorta: “Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola (rhema) di Dio.” Sul quale versetto O’Brien Ephesians (482) commenta: “Questa spada dello Spirito viene identificata con ‘la parola di Dio’, un termine che in Paolo spesso significa il vangelo. Tuttavia, in genere egli usa logos (‘parola’) anziché rhema che si trova qui. I due termini sono spesso intercambiabili, anche se la seconda (rhema) tende a sottolineare la parola annunciata (come in 5:26). Se tale distinzione è valida qui, allora Paolo fa riferimento al vangelo (cfr. Romani 10:17), ma enfatizza la comunicazione orale del messaggio, che penetra e opera potentemente per mezzo dello Spirito.”

b.Ebrei 1:3 descrive il Figlio di Dio così: “Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola (rhema) della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi.” Qui O’Brien Ebrei (82, n. 86) scrive: “Forse si è scelto rhema invece di logos per sottolineare che la ‘parola’ era stata detta o pronunciata. Tuttavia, non si deve esagerare la distinzione tra i due sostantivi”.

5.In quanto segue Mounce 803 riassume la distinzione che ci può essere tra rhema e logos.

“Sebbene perfino nella LXX (Esodo 24:27:28; 2 Sam 14:20-21) rhema abbia una sovrapposizione semantica con logos, nel Nuovo Testamento i vocaboli, a seconda del contesto, possono avere sfumature distinte. ‘Mentre spesso logos designa la proclamazione cristiana nella sua totalità, rhema di solito riguarda singole parole o affermazioni’ (NIDNTT-A 509). ‘Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola (rhema) che proviene dalla bocca di Dio’ (Matt. 4:4; cfr. 12:36; 18:16; 26:75; 27:14; Marco 9:32; 14:27).”

6.Aggiungo qui una curiosità riguardo al cosiddetto “Little Kittel”, il quale è un riassunto in un solo volume dell’enorme Theological Dictionary of the New Testament (orig. tedesco ThWNT; trad. ital. GLNT). È interessante il fatto che a pp. 510-11 di tale libro riassuntivo il curatore Bromiley pare non metta in evidenza le distinzioni tra logos e rhema. Suppongo che in quest’opera altamente riassuntiva non sembrassero tanto notevoli.

E qui chiudiamo il cerchio. Per il predicatore della Bibbia, molto ma molto raramente (forse mai), sarà il caso di fare presente che nel testo greco c’è rhema o logos. Spesso non c’è nessuna distinzione, a volte ci sarà. Ma tale sfumatura di differenza inciderà raramente (forse mai) sulla nostra capacità di avere un’adeguata comprensione di un determinato versetto biblico.

Per coloro che invece volessero esaminare le 68 volte (in 65 versetti) nel Nuovo Testamento in cui si trova rhema, ecco i dati. “X” vuol dire “volte”; “bis” vuol dire “2 volte”.

Matteo 5x; Marco 2x; Luca 19x; Giovanni 12x; Atti 14x; Romani 4x; 1 Corinzi 0x; 2 Corinzi 2x; Galati 0x; Efesini 2x; Filippesi 0x; Colossesi 0x; 1 Tessalonicesi 0x; 2 Tessalonicesi 0x; 1 Timoteo 0x; 2 Timoteo 0x; Tito 0x; Filemone 0x; Ebrei 4x; Giacomo 0x; 1 Pietro 2x; 2 Pietro 1x; I Giovanni 0x; 2 Giovanni 0x; 3 Giovanni 0x; Guida 1x; Apocalisse 0.

Osservate che rhema “piace” ad alcuni autori. Luca e Atti sono stati scritti da Luca e lui usa rhema complessivamente 33x. Paolo invece la usa solo 8x. Nei Vangeli, oltre a Luca, Marco (il vangelo più corto) la usa sole 2x; Matteo 5x, Giovanni 12x. Ebrei la usa 4x, Pietro complessivamente 3x. Le lettere di Giacomo e Giovanni 0x; Guida 1x, l’Apocalisse 0x.

Ecco esattamente dove si trovano queste ricorrenze di rhema.

Matteo 4:4; 12:36; 18:16; 26:75; 27:14; Marco 9:32; 14:72; Luca 1:37, 38, 65; 2:15, 17, 19, 29, 50, 51; 3:2; 5:5; 7:1; 9:45 (bis); 18:34; 20:26; 22:61; 24:8, 11; Giovanni 3:34; 5:47; 6:63, 68; 8:20, 47; 10:21; 12:47, 48; 14:10; 15:7; 17:8; Atti 2:14; 5:20, 32; 6:11, 13; 10:22, 37, 44; 11:14, 16; 13:42; 16:38; 26:25; 28:25; Romani 10:8 (bis), 17, 18; 2 Corinzi 12:4; 13:1; Efesini 5:26; 6:17; Ebrei 1:3; 6:5; 11:3; 12:19; 1 Pietro 1:25 (bis); 2 Pietro 3:2; Giuda 1:17

Buon approfondimento!

*Dopo aver letto questo post, qualcuno mi ha segnalato questo sermone del Lirio Porrello, pastore della Chiesa Parola della Grazia di Palermo. Ora voi che avete letto il post di sopra siete attrezzati per valutare quanto Porrello dice sulla (presunta) distinzione tra logos e rhema. Attenzione: guardate con attenzione se egli fa affermazioni che non sono riconducibili a nessun versetto biblico specifico. Con il mio post e con quella dritta, non avrete problemi di capire il valore o la mancanza di valore del sermone di Porrello. Fate come quelli di Berea (cfr. Atti 17:11) per valutare l’insegnamento di Porrello, di Ciavarella e di qualunque insegnante della Bibbia in qualsiasi forma in cui comunichiamo: sermoni, libri, post, conferenze e via dicendo. La vostra lealtà ultima deve essere a Dio e non a nessun uomo!

-Fornisco principi ed esempi per come valutare l’insegnamento di qualcuno anche in questi post: Breuel; Di Francia; Valla; Salmé.

Abbreviazioni

-DENT = Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento, Paideia, Brescia 2004, edizione in un unico volume, a cura di Horst Balz e Gerhard Schneider

Little Kittel =Theological Dictionary of the New Testament, a cura di Gerhard Kittel e Gerhard Friedrich, abridge in one volume by Geoffrey W. Bromiley, Eerdmans, Grand Rapids 1985

-Mounce = Mounce’s Complete Expository Dictionary of Old and New Testament Words, a cura di William D. Mounce, Zondervan, Grand Rapids 2006. (Per domande sul significato delle parole importanti trovate nella Bibbia, questa è la migliore risorsa per quelli che sanno l’inglese ma non le lingue bibliche. Parlo di questo libro in questo breve filmato.)

-Obrien Ebrei = Peter T. O’Brien, Lettera agli Ebrei. Introduzione e commento, Ed. GBU, Chieti 2014

-O’Brien Ephesians = Peter T. O’Brien, The Letter to the Ephesians, Eerdmans/Apollos, Grand Rapids Cambridge/Leicester 1999

-GLNT = Grande Lessico del Nuovo Testamento (= traduzione italiana di ThWNT), ed. it. a cura di F. Montagnini, G. Scarpat, O. Soffritti, Paideia, Brescia 1968-1992

-NIDNTTE = New International Dictionary of New Testament Theology and Exegesis, 2 ed., a cura di Moisés Silva, Zondervan, Grand Rapids, 2014 (in Accordance)

-NIDNTT-A = New International Dictionary of New Testament Theology: Abridged Edition (a cui fa riferimento Mounce)

-ThWNT = Theologisches Wörterbuch zum Neuen Testament, a cura di G. Kittel e G. Friedrich, 10 volumi, Berlin 1933-1979 

Libri e lemmi consultati

Rhema: NIDNTTE IV:207-11; DENT II:1252-5; Little Kittel 505-23

Logos: NIDNTTE III:127-70; DENT I:202-10; Little Kittel 505-23

Word: Mounce 801-4

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-Per chi sa l’inglese The Zondervan NIV Study Bible a cura di D.A. Carson è una ottima Bibbia da studio; ne parlo qui.

-Il libro di Carson, Exegetical Fallacies, è fondamentale per imparare una sana metodologia di interpretazione (trad. it. Fallacie esegetiche). Se predichi o insegni, ti consiglio di leggerlo “ieri”.

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