Un commento sul video di Corrado Salmé sulla giustificazione per tutti

Il 28 dicembre 2016 Corrado Salmé ha caricato un video su youtube intitolato Giustificazione per tutti. Qualcuno me l’ha segnalato e così l’ho ascoltato. Ho chiesto a Vanessa (che ringrazio) di gentilmente farmene una trascrizione che mi permette di interagire in modo più efficace con le asserzioni di Salmé.

Ti incoraggio ad ascoltare il video di Salmé (ecco il link), prima di leggere questo mio post. Devi fare tu come quelli di Berea (Atti 17:11) per controllare se le cose dette sono conformi o no alle Scritture, sia le cose dette nel video da Salmé sia quelle dette qui da Ciavarella. Valuta ognuno di noi, sulla base della Bibbia, poiché nessuno si può mettere al di sopra della Parola di Dio scritta, sennò quella persona, e non Dio è l’autorità.

In quanto segue il testo trascritto di Salmé è in neretto. Se ci fossero sbagli nella trascrizione (un lavoro arduo), hai il link al video originale di Salmé. Non è minimamente mia intenzione di distorcere le parole di Salmé, solo commentarle e fornirti degli strumenti con cui tu puoi analizzarle e valutarle.

Ti ricordo che sul modo in cui la pensi tu su Dio, non risponderai né a Salmé né ovviamente a me. Risponderai piuttosto a un Dio tre volte santo che prende molto sul serio ciò che noi creature facciamo con quello che egli, il nostro Creatore, dice nella sua santa Parola scritta. Salmé e io ci presentiamo come insegnanti della fede cristiana, il che vuol dire che noi, insieme ad altri insegnanti (o sedicenti insegnanti), subiremo un giudizio ancor più severo (Giacomo 3:1).

Ripeto: il testo di Salmé è in neretto. Lo tratterò in grandi blocchi.

[1-2] Buongiorno oggi è mercoledì 28 dicembre del 2016 volevo leggere qualcosa dalla lettera di Paolo a Tito; alcune parole bellissime che sono un grande incoraggiamento, una grande ispirazione per ognuno di noi che ci rivelano qualcosa di particolare.

In Tito 3 leggo al versetto 3: “Anche noi infatti un tempo eravamo insensati ribelli erranti schiavi di varie concupiscenze e voluttà, vivendo nella cattiveria e nell’invidia, odiosi e odiandoci gli uni gli altri. Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, affinché, giustificati per la sua grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo.”

E’ una delle grandi riflessioni insomma che hanno tartassato, in realtà, l’umanità nell’arco di questi 2000 anni e hanno infuocato le varie discussioni dottrinali teologiche in genere nelle varie denominazioni. Nelle varie frange cristiane o che così si definiscono e il fatto del concetto del peccato della natura di peccato secondo gli insegnamenti classici si viene. Si insegna appunto che dopo il peccato di Adamo il peccato è entrato nel mondo quindi ogni persona nasce peccatrice o ogni uomo nasce peccatore e di conseguenza ha bisogno di credere per essere giustificato.

Ora pochi sanno che in realtà Paolo veniva visto anche dalla chiesa primitiva come un universalista. Molti passaggi quando Paolo scriveva o negli scritti di Paolo secondo gli studi della chiesa del II secolo, III secolo e IV secolo e in avanti molti presero e consideravano addirittura Paolo eretico in alcuni casi.

1. Qual è l’attinenza (ovvero, che c’entra) se Paolo veniva visto come un universalista in passato?

2. Che importa se qualcuno considerava Paolo addirittura un eretico nei secoli II-IV?

Insegno storia della chiesa per cui non sarebbe tanto difficile trovare dati storici in merito a queste due tematiche: Paolo l’universalista e Paolo l’eretico. Tuttavia, in questo contesto il modo in cui altre persone vedono qualcuno non è la cosa che interessa di più al credente. Noi vogliamo sapere come Paolo stesso si presentava, come un universalista sì o no. E vogliamo sapere come il Nuovo Testamento stesso vede Paolo, un eretico sì o no.

1. Teologicamente, un universalista crede che tutti saranno salvati, incluso Hitler, Pol Pot e anche tu, a prescindere dal nostro credere o non credere. Paolo insegna che tutti saranno salvati? In 1 Corinzi 6:9-10 egli dice: “9 Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.” Qui il regno di Dio e la salvezza eterna sono la stessa cosa. Paolo non è un universalista, non tutti saranno salvati. Se vuoi, inizia ora una pagella per Salmé. Quale voto gli dai su questo primo punto? Ha azzeccato o ha sbagliato?

2. Secondo il Nuovo Testamento, Paolo è un eretico? Ecco i fatti. Tredici libri del Nuovo Testamento sono lettere di Paolo: Romani – Filemone. In 2 Pietro 3:15-16 l’apostolo Pietro parla bene delle lettere di Paolo, mettendole sullo stesso livello delle altre “scritture”, che qui fa riferimento almeno l’Antico Testamento: “15…come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 16 e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture.” Si potrebbe dire che il libro degli Atti ha due protagonisti umani: Pietro e Paolo. E gran parte della prima metà di Atti tratta il ministero di Pietro, gran parte della seconda il ministero di Paolo. Qual è il risultato? Paolo si inserisce nel libro per eccellenza del cristianesimo, la Bibbia, la Parola di Dio scritta, come un apostolo di Cristo con un ruolo straordinario (per cui, tutt’altro che un eretico). Come sta andando Salmé?

[3] Per esempio lui non parla mai di una condanna eterna in maniera evidente. No, perché quando si parla di condanna eterna la vediamo soltanto nel vangelo di Matteo e non troviamo niente nell’antico patto. Troviamo tutto sul vangelo di Matteo, qualche riferimento in Luca e naturalmente l’Apocalisse in un linguaggio molto escatologico. Quindi che non ci dà neanche la possibilità di stabilire delle cose certe perché chiaramente quando si parla dell’Apocalisse c’è poco da stabilire nel senso che ha un linguaggio molto ermetico in certi punti, molto escatologico. Quindi molto profetico molto aperto su certi punti molto chiusi su alcuni insomma un linguaggio volutamente non comprensibile.

3. (a) Paolo parla di una condanna eterna? (b) Ne parla solo Matteo e qualche riferimento in Luca? (c) Che dire degli altri libri del Nuovo Testamento? (d) L’Apocalisse è da escludere perché è un libro che ha diversi simboli? (e) Non ci sono riferimenti alla condanna eterna nell’Antico Patto?

a. Paolo parla in modo molto esplicito della condanna eterna, per esempio, in 2 Tessalonicesi 1:6-10: “6 Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; 7 e a voi che siete afflitti, riposo con noi, quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 8 in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. 9 Essi saranno puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore e dalla gloria della sua potenza, 10 quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, perché la nostra testimonianza in mezzo a voi è stata creduta.”

b. Nei vangeli, e sempre sulla bocca di Gesù, la condanna eterna nella geenna viene menzionata in Matteo (5:22, 29, 30; 10:28; 18:9; 23:15, 33), Marco (9:43, 45) e Luca (12:5); il vocabolo in questione si trova anche in Giacomo 3:6.

c. Ecco alcuni versetti random, presi da altri libri del Nuovo Testamento che parlano della condanna eterna: Giovanni 3:36; Atti 8:20 (non menzioniamo Paolo di cui abbiamo già parlato sopra al punto 3.a.); Ebrei 2:2-3; 10:26-31; Giacomo 5:1-3; 1 Pietro 4:17-18; 2 Pietro capitolo 2; 1 Giovanni 5:12; Lettera di Giuda.

d. L’Apocalisse usa molti simboli, ma i simboli comunicano delle realtà. Apocalisse 20:10-15 è tra i passi più terrificati sulla condanna eterna.

e. Daniele 12:2 parla di due possibili destini: “la vita eterna” e “una eterna infamia” (cfr. Isaia 66:24 sul carattere permanente di tale punizione).

L’Antico Testamento parla della condanna eterna per i non credenti. Il Nuovo ne parla spesso (adoperando parole varie) per quelli che non sono in Cristo. Come valuti Salmé?

[4] Ecco se vogliamo utilizzare questo termine e c’è un passaggio bellissimo in Romani 5 versetti 18 dice: “Per cui con una sola trasgressione la condanna si è estesa su tutti gli uomini, così pure che con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita. Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti o le moltitudini sono stati costituiti peccatori, così ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti o le moltitudini saranno costituiti giusti.”

Ora il concetto fondamentale è questo: se per diventare peccatori nascere scusate nascere peccatore tu non hai bisogno di credere in Adamo come tuo signore per la condanna, la domanda è perché devi credere in Gesù per essere giustificato, cioè la condanna che viene attraverso la disubbidienza di Adamo si estese in maniera naturale e automatica su tutta l’umanità. Perché crediamo che attraverso Gesù, l’ultimo Adamo, non è successo la stessa cosa cioè perché crediamo che per ricevere la condanna devi semplicemente nascere ma per ricevere la salvezza devi credere e sforzarti di vivere una vita come piace a Dio?

4. Basta una semplice domanda per valutare il quesito di fondo espresso da Salmé nei paragrafi precedenti. Paolo parla della necessità che qualcuno si converta a Cristo per essere salvato? Il Nuovo Testamento usa più modi per descrive se qualcuno è convertito a Cristo, tra cui: la giustificazione, l’adozione e il perdono dei peccati. In Paolo lo stato di essere giustificati, adottati o perdonati è qualcosa che viene applicato a tutti universalmente (a prescindere dal loro credere o meno in Cristo) o qualcosa che noi riceviamo quando ci schieriamo esplicitamente con Gesù per mezzo della fede?

Facciamo la domanda direttamente a Paolo. “Paolo, secondo te, dobbiamo credere per essere giustificati? Tu, Paolo, come la pensi?” Ecco la sua risposta in Romani 3:28: “riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.”

E ancora: perché Paolo esprimerebbe così tanto dolore riguardo ai suoi connazionali i quali non avevano accolto Gesù di Nazaret come il Messia di Dio, se egli avesse pensato che tutti fossero salvati, a prescindere (= l’universalismo)? Puoi leggere del suo dolore in Romani 9:1-5 e 10:1-4. Cito solo l’ultimo pezzettino di 10:4: “Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono.” Quale voto dai a Salmé sul punto 4?

[5] Quindi questo è stato ed è uno dei concetti oggi che sicuramente fanno pensare ed è importante parlarne perché ci rendiamo conto che in realtà molte delle cose che a volte sono state insegnate negli ambienti religiosi in genere di denominazione cristiana sono semplicemente frutto di tradizioni, tradizioni, tradizioni che hanno portato le persone in realtà a non pensare a non ragionare. Cioè dal pulpito ti dicono tu devi pensarla come te lo dico io se non la pensi come dico io tu sei un eretico se non pensi come dico io come insegno io tu sei fuori dalla volontà di Dio addirittura non sei neanche un cristiano addirittura sei già condannato sei già all’inferno … ti sei sviato falso profeta ecc. ecc.

5. E’ una decina di anni che io e il mio collega Andrea Giorgi pubblichiamo i nostri sermoni su internet (sermoni; lezioni). (Uso noi come esempio perché conosco intimamente il nostro ministero, ma la stessa cosa è applicabile a centinaia di predicatori in Italia e a migliaia di predicatori nel mondo.) Noi insegniamo sempre che le persone che ci ascoltano in sala e su internet devono esaminare la Bibbia per vedere se ciò che diciamo è conforme alle Sacre Scritture e che devono fare propri solo quei contenuti, ovvero quelli che sono in conformità con la Bibbia, la Parola scritta di Dio.

Un predicatore (pastore, scrittore, blogger, cantante cristiano e così via) non ha nessuna autorità propria. Tutta la sua autorità è derivata. Solo la Parola di Dio è autorevole. Se io la insegno accuratamente, il mio insegnamento è autorevole; ma non per il ruolo da me ricoperto, bensì per la conformità del mio insegnamento all’unica Parola divinamente e pienamente ispirata, la Bibbia, la Parola di Dio scritta. Trovo l’accusa di Salmé inapplicabile a tanti ministeri che io conosco.

[6-9] Io invece vorrei incoraggiare tutti quanti a non seguire più quegli insegnamenti dogmatici dove ti impongono una verità che non è dimostrabile. Perché chi ti dice che è dimostrabile attraverso la Bibbia che è la parola di Dio, in realtà, non lo possono dimostrare. Perché ci sono mille versetti che vanno in contraddizione con altri mille versetti e che quelli stessi versetti che loro citano in maniera così chiara, quasi divina, sono versetti che possono essere tradotti in tanti altri modi diversi. E non è semplicemente una questione di dottrina. Non è una questione di grammatica. E’ proprio una questione di cuore, di attitudine, di motivazione. Cioè le persone vogliono che tu non pensi, le persone vogliono e pretendono che tu rimani fedele al loro pensiero.

6. Se qualcuno non legge un versetto nel suo contesto, quel versetto può avere più significati. Se qualcuno non legge i vari versetti della Bibbia nei rispettivi contesti, quei versetti possono sembrare in contraddizione tra loro. La soluzione non è di dire che ci sono “mille versetti che vanno in contraddizione con altri mille versetti”, ma piuttosto di studiare con attenzione ciascun versetto nel proprio contesto. Questo è il motivo per cui Paolo si raccomanda a Timoteo: “Sfòrzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità” (2 Timoteo 2:15).

7. Io conosco – perché ho deciso di studiarle – le tre lingue bibliche, il greco (in cui è scritto il Nuovo Testamento), l’ebraico (in cui è scritto gran parte dell’Antico Testamento) e l’aramaico (in cui una piccola fetta dell’Antico è scritta). Mi rendo conto che qualcuno che non conosce queste lingue può pensare che esista un’elasticità sconfinata per come la Bibbia possa essere tradotta, ma il fatto sta che non è così. E’ vero che le varie traduzioni della Bibbia in italiano (come in altre lingue) possono scegliere termini differenti per tradurre determinati concetti o frasi e, inoltre, che non ci sono traduzioni perfette. Per questo motivo, se non conosciamo le lingue bibliche, possiamo ricevere beneficio mettendo a confronto più traduzioni, quando incontriamo versetti che magari non comprendiamo tanto bene (basta usare laparola.net). Detto questo, le traduzioni italiane sono buone e ci comunicano fedelmente la Parola di Dio scritta. Ciò vuol dire che l’affermazione di Salmé, “sono versetti che possono essere tradotti in tanti altri modi diversi”, è francamente e semplicemente fuorviante. Egli non è preparato.

8. Poi Salmé precisa: “e non è semplicemente una questione di dottrina. Non è una questione di grammatica. E’ proprio una questione di cuore, di attitudine, di motivazione. Cioè le persone vogliono che tu non pensi, le persone vogliono e pretendono che tu rimani fedele al loro pensiero.”

Dio comunica tramite parole e le parole sono comprensibili in riferimento alla grammatica. Per questo mandiamo i nostri bambini e bambine a scuola. Non è utile mettere in contrapposizione la grammatica e il cuore. Un cuore buono prende sul serio la grammatica; e la buona grammatica aiuta il cuore a comprendere. Le due cose non sono in contrasto tra loro. Dio unisce dottrina, grammatica, cuore, attitudine e motivazione. Noi non possiamo, per motivi nostri, decidere di scindere artificialmente queste cose.

9. Sulla pretesa che qualcuno rimanga fedele al pensiero dell’insegnante, vedi sopra il numero 5. Come sta andando la pagella che tu stai preparando sui contenuti del filmato di Salmé?

[10] Io voglio incoraggiare invece ogni persona a non rimanere fedele al pensiero di alcuno, nel senso di imparare a pensare con la propria testa ed imparare a studiare. Perché nel momento in cui tu cominci a studiare, cominci a scoprire determinate cose, ti renderai conto che: certi insegnamenti, in realtà, sono frutto di o invenzioni o tradizioni o sicuramente buoni propositi ma che non hanno niente a che fare in realtà con la verità e la, la parola di Dio.

10. Questo è applicabile a Salmé, a me e a qualunque altro insegnante. Certo i cristiani devono studiare, sennò sarebbero stupidi segaci robotici di Salmé, di Ciavarella o di qualche altro insegnante. Che mondo orrendo quello sarebbe! Magari staremmo tutti a partecipare al suicidio di massa a Jonestown. A proposito, questo è precisamente uno dei motivi per cui Dio ha rivelato la sua Parola in forma scritta. E’ permanente, accessibile a tutti, un documento pubblico, e non solo per gli addetti ai lavori. Per questo motivo, durante la storia della chiesa (e tuttora in posti isolati) l’alfabetizzazione va a pari passo con l’evangelizzazione. Non è il racconto dell’evangelista o dei missionari che conta bensì il messaggio biblico. Poi una volta accettata la fede cristiana, la Bibbia messa in mano al popolo fa sì che i predicatori possano essere controllati, predicatori come Salmé e Ciavarella; controllati da voi che ascoltate il suo video e che state leggendo ora questo mio post. Siete voi i giudici che decidono se noi ci atteniamo o no alla Parola scritta di Dio. Usate il cervello che Dio vi ha dato e seguite la Bibbia e non un insegnante della stessa.

[11-13] La Bibbia dice molto chiaramente che la parola si è fatta carne non si è fatta libro. In nessuna parte della Bibbia è scritto che la Bibbia è la parola di Dio Infatti, in nessuna parte; e tutte quelle parti dove ad esempio Paolo cita che tutta la scrittura è divinamente ispirata da Dio, in realtà, sono traduzioni sbagliate, errate che portano ad altre conclusioni. Perché chiaramente quando Paolo parlava anche della scrittura che è divinamente ispirata non si riferiva sicuramente né ai suoi scritti né ai scritti del Nuovo Testamento perché ancora non esistevano. Quindi di quale parte della scrittura lui stava parlando ed è importante per noi aprire la mente e riflettere su certe cose, perché questo ci tira fuori dal quello che è, in realtà, il dominio delle persone che vogliono che tu la pensi come loro.

11. Solo la Parola di Dio scritta ci parla in modo autorevole della Parola di Dio fatta carne. Senza la prima la nostra conoscenza della seconda sarebbe misera e impossibile da verificare. Questo è il motivo per cui Dio ha fatto scrivere il Nuovo Testamento.

12. In 2 Timoteo 3:16 è probabile che Paolo faccia riferimento all’Antico Testamento quando scrive che “ogni Scrittura è ispirata da Dio”. Infatti gli apostoli erano ancora in vita e la scrittura dei vari libri del Nuovo Testamento era in corso. Abbiamo comunque visto come in 2 Pietro (3:16) l’omonimo apostolo mette gli scritti di Paolo sullo stesso livello delle Scritture dell’Antico Patto. Dunque, l’Antico e il Nuovo Testamento sono ugualmente ispirati da Dio. Ricordo al lettore e alla lettrice che Gesù non ha mai scritto un libro. Per cui, nel caso in cui Salmé fosse contrario all’ispirazione del Nuovo Testamento, sarebbe pressoché impossibile sapere come Dio “la pensa” su Gesù di Nazaret. Ma non temere: è per questo motivo che Dio ha ispirato gli scrittori del Nuovo Testamento a scrivere i vangeli, il libro degli Atti, le varie lettere e l’Apocalisse, perché noi potessimo sapere con certezza come “la pensa” lui, Dio, su Gesù.

13. Sulla base della possibilità che il Nuovo Testamento non sia pienamente ispirato Salmé conclude: “è importante per noi aprire la mente e riflettere su certe cose, perché questo ci tira fuori dal quello che è, in realtà, il dominio delle persone che vogliono che tu la pensi come loro.” Il proposito di Dio è che noi la pensiamo, non come Salmé, Ciavarella o qualunque altro insegnante (o sedicente insegnante) della Bibbia ma piuttosto come lui, Dio. E l’unica fonte che abbiamo per sapere il pensiero di Dio è l’Antico e il Nuovo Testamento. Per cui, dobbiamo aprire la nostra mente alla Bibbia e riflettere sui suoi contenti affinché possiamo fare nostri i pensieri di Dio. Questa cosa non è né esoterica né misteriosa. Richiede una fame e una sete di leggere, credere e mettere in pratica la Bibbia, la Parola scritta di Dio (il Salmo 1 racchiude tutte queste cose). Come sta andando Salmé? E’ tuo diritto e tua responsabilità valutare lui (ed anche me) come uno di Berea. Non delegare né a Ciavarella né a Salmé quello in cui crederai. Non spegnere il tuo cervello. Per la tua valutazione, Dio ti terrà responsabile.

[14] Allora noi veniamo giustificati nel momento in cui noi crediamo in Gesù? O nel momento che crediamo in Gesù, noi beneficiamo di questa giustificazione? Questo è molto importante. Noi veniamo perdonati nei nostri peccati dai nostri peccati al momento in cui crediamo, o perché siamo stati perdonati dai nostri peccati noi possiamo credere? Queste sono domande molto semplici ma che cambiano totalmente il punto di vista della nostra fede in quello che Gesù ha fatto perché rimane centrale.

Il.. l’opera il meraviglioso sacrificio che Gesù ha fatto, l’opera sua qui sulla terra compiuta duemila anni fa che non può essere sostituita da niente e da nessuno. Gesù che è l’ultimo Adamo, ha cambiato le sorti dell’umanità attraverso Adamo. La disubbidienza, la morte, il peccato ha regnato su tutti gli uomini in maniera automatica così attraverso Gesù, attraverso la sua morte, attraverso la sua risurrezione, la sua ascensione la giustificazione è stata data in maniera automatica. La salvezza è stata data in maniera automatica a tutta l’umanità.

14. Abbiamo già trattato questo sopra al punto 4.

[15] Il problema fondamentale di tutto questo gran parlare sulla salvezza, la condanna, l’inferno, l’ades ecc. ecc. Il problema è non se esistono non è se esiste l’inferno, a parte il fatto che la parola inferno non esiste quindi il concetto che abbiamo di inferno purtroppo viene da Dante da Dante Alighieri. Ma in accordo a quello che è scritto nel vangelo di Matteo in maniera particolare, uno due riferimenti sul vangelo di Luca, in base a quello che noi leggiamo il problema non è stabilire se c’è o se non c’è. Il problema è stabilire cosa sia in realtà e quindi questi sono dei ottimi argomenti di cui parleremo nei prossimi giorni (nell’audio si sovrappongono dei rumori esterni e lui dice ma vendono le patate le cipolle così) e sono argomenti molto importanti di quale parleremo ma voglio concludere dicendo qualcosa.

15. Dante ha raffigurato anche il purgatorio. Che cosa ha a che fare Dante con la Bibbia? Per capire la Bibbia ci interessa la Bibbia. La Bibbia parla in più brani con termini vari della condanna eterna. Abbiamo fatto una piccola esplorazione rappresentativa sopra al punto 3.

[16] Tutto quello che viene detto tutto quello che viene scritto certamente può non piacere a tutti. Però è chiaro ed evidente che si tira fuori in tutto questo ambaradan, si tira fuori l’attitudine di ogni singola persona. Quindi è importante vedere quando tu dici una cosa, scrivi una cosa se le persone rette realmente ti, ti amano, ti giudicano, ti vogliono perché tu la pensi come loro.

Gesù non lo ha mai fatto una cosa del genere Gesù non ha mai imposto il proprio pensiero su nessuno, Gesù non ha mai detto a nessuno “diventa cristiano”, Gesù non ha mai detto ad alcuno tu la devi pensare come me, se no vai all’inferno. Gesù ha parlato del regno di Dio e quello che lui ha detto ancora oggi ci pone tanti interrogativi ma sicuramente ci dà una certezza assoluta che lui è, che lui è l’amore perfetto, espresso al livello umano.

16. Gesù ha detto invece: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Pretendere di essere l’unica persona a fornire l’accesso al Padre (a meno che questo non sia vero) è arrogante e mostra una grande chiusura. Quello che dice Gesù qui è uguale al dire: “se non la pensi come me, vai all’inferno”. (L’idea che sembra implicita in alcune affermazioni di Salmé, secondo cui egli sarebbe un “fan” solo di Gesù Cristo all’esclusione degli apostoli, risale a 1 Corinzi 1:12.) Come sta andando Salmé?

[17] Cioè, lui al livello umano ha espresso in maniera perfetta l’amore di Dio quando le persone guardavano Gesù non potevano fare a meno di credere in Dio, perché Gesù è veramente l’immagine dell’ Iddio invisibile e c’era solo una categoria che lo rifiutava, solo una – erano quelli che pensavano di conoscere tutta la verità e che volevano dominare le altre persone con la loro ‘verità’. Perché avevano un regno da portare avanti, un regno economico, politico, culturale e quindi la venuta di Gesù non è andata per niente, non gli è andata per niente bene; non gli è calata.

17. Salmé dice che “c’era solo una categoria che…rifiutava” Gesù, ovvero “quelli che pensavano di conoscere tutta la verità e che volevano dominare le altre persone con la loro ‘verità’.”

Una domanda. Il giovane ricco (Marco 10:17-27), Giuda Iscariota (Marco 14:10-11), i fratelli di Gesù (Giovanni 7:5) o le persone in Giovanni 6:66 (che “si tirarono indietro” dal seguire Gesù) “pensavano di conoscere tutta la verità e…volevano dominare le altre persone con la loro ‘verità'”? Nei brani in questione nessuno di loro cerca di dominare nessuno né esprime pretese di conoscere tutta la verità. Nella parabola dei quattro terreni (Marco 4:1-20), Gesù fornisce più motivi per cui le persone non lo seguono o decidono di non seguirlo più. Che voto metti a Salmé sul punto 17 che, qui e altrove, riguarda in gran parte una conoscenza elementare della Bibbia, la Parola scritta di Dio?

[18-19] E quindi si vede in queste discussioni, realmente l’attitudine delle persone e voglio incoraggiarti in ogni caso a credere con tutto il cuore che papà ti ama che lui ha, è follemente innamorato di te che non ti lascia che non ti abbandona e che anche quando pensi di sapere tutto di Lui, Lui continua a sorridere e dire figlio mio ancora ne hai di strada, ne hai pane duro da mangiare.

E allora voglio benedirti, voglio benedirvi con tutto il cuore, continueremo, continueremo a parlare per cercare di aprire questa qua (punta alla testa) perché è qua il problema fondamentale e qua non è qua (puntando al cuore) il problema fondamentale e qua (puntando il dito alla testa). Quindi continueremo a dare delle picconate tremende al sistema religioso…cristiano in Italia, che è fatta di tanta tradizione di tanta ottusità mentale; e quindi cercheremo ancora di dare delle spallate tremende per far tremare questo sistema che ha tanto bisogno di essere buttato giù e fare risplendere soltanto l’unica verità dell’amore di Dio che la verità è il vangelo che è l’amore di Dio e basta. Se, concludo, dicendo questo: se tutti ci amassimo, se tutti mettessimo in pratica quello che Gesù ha detto sull’amore amatevi gli uni e gli altri così come io ho amato voi ditemi che bisogno ci sarebbe di dottrina.

18. Salmé dice che “la verità è il vangelo che è l’amore di Dio e basta.” L’insegnamento di Gesù include l’amore ma anche il giudizio. Come abbiamo osservato sopra al punto 3.b., Gesù ha spesso usato la parola geenna. Anche il vangelo, che si trova al di fuori dell’insegnamento uscito dalla bocca di Gesù, include l’amore e il giudizio. Si tratta di cose che si coglie con una semplice lettura della Parola scritta di Dio, che consiste nel Nuovo e nell’Antico Testamento.

19. Salmé conclude: “se tutti ci amassimo, se tutti mettessimo in pratica quello che Gesù ha detto sull’amore amatevi gli uni e gli altri così come io ho amato voi ditemi che bisogno ci sarebbe di dottrina.”

a. Il comando di Gesù che ci amiamo a vicenda è una dottrina. “Dottrina” è un sinonimo per “insegnamento”. L’amore e la dottrina non sono minimamente in contrasto tra loro. La dottrina ci insegna come dobbiamo amarci a vicenda, uno degli insegnamenti più importanti di Gesù.

b. In Giovanni 14:15 (“se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti”) e 14:23-24 (“23…Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato”) il nostro Signore mette in evidenza il legame stretto tra il nostro amarlo e il nostro fare quello che egli comanda. E comanda tante cose nei suoi insegnamenti.

c. Gesù Cristo, che è Dio insieme al Padre e allo Spirito, ha ritenuto necessario che avessimo i 39 libri dell’Antico Testamento e i 27 libri del Nuovo. Uno degli obiettivi di molte parti di quei libri è di insegnarci cosa voglia dire l’amarci a vicenda e fornirci esempi su come farlo. Se Dio ha voluto 66 libri, Salmé, Ciavarella o chiunque altro non può dire che ce ne servono o più o meno di 66, a meno che quella persona non pensi di essere più saggia di Dio.

d. Nota come in 2 Samuele 12 sono equivalenti il disprezzare la parola del Signore (v. 9) e il Signore (v. 10). Anche Gesù mette sullo stesso piano il vergognarsi di lui e il vergognarsi delle sue parole (Marco 8:38; Luca 9:26). Non possiamo dichiarare di amare Dio e la Parola fatta carne senza amare la Parola di Dio scritta. Vi ricordo che il nostro unico accesso affidabile alle parole di Gesù o a quelle di Dio è nella Bibbia scritta che consiste in un Antico e un Nuovo Testamento.

Com’è andata la pagella di Salmé sul su video La giustificazione per tutti?

Un’ultima domanda (forse è solo un pensiero mio). E’ possibile che Corrado Salmé sia un po’ pieno di sé, un po’ megalomane, un po’ esaltato? Egli dice: “continueremo a dare delle picconate tremende al sistema religioso cristiano in Italia…cercheremo ancora di dare delle spallate tremende per far tremare questo sistema che ha tanto bisogno di essere buttato giù e fare risplendere soltanto l’unica verità dell’amore di Dio”. Questa è l’opera che si prefigge Corrado Salmé? Mi sembra più l’opera di un personaggio di un film interpretato da Bruce Willis. Corrado di sicuro ci sa fare, noi altri siamo tutti pieni di “tanta tradizione di tanta ottusità mentale”.

La mia valutazione sintetica sul video di Salmé? Tale video dimostra errori importanti sulle questioni di base della fede cristiana, tra cui: l’armonia tra i 66 libri della Bibbia e tra Gesù e gli scrittori del Nuovo Testamento, l’interpretazione e la comprensione di base della Parola di Dio scritta, l’accordo tra la Parola di Dio fatta carne e la Parola di Dio scritta, l’insegnamento sul binomio della salvezza e del giudizio, sulla gloriosa persona di Gesù Cristo e su come seguire il Salvatore nella vita quotidiana, il ruolo degli apostoli e il ruolo di un insegnante del gregge di Cristo, il Supremo pastore di tale gregge e il Capo della Chiesa.

Cosa dire di tutto lo zelo di Salmé? La Parola di Dio scritta parla di qualcuno che ha tanto zelo ma a cui manca qualcosa di fondo e, se sì, cosa ne dice?

Paolo dice il seguente riguardo ai suoi connazionali che rifiutano di vedere in Gesù di Nazaret colui che adempiva l’Antico Patto (Romani 10:1-4): “1 Fratelli [e sorelle], il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati. 2 Io rendo loro testimonianza infatti che hanno zelo per Dio, ma zelo senza conoscenza. 3 Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio; 4 poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono.”

Lo zelo per Dio senza la conoscenza di Dio (trovata nella Parola di Dio scritta) non è uguale alla sottomissione ai criteri di Dio. E solo quelli che credono in Cristo, “il termine della legge”, sono giustificati da Dio. A Dio non interessa il nostro zelo, se non è basata sulla sua Parola scritta, la quale parla della Parola fatta carne. Se il nostro zelo è sganciato dalla vera conoscenza di Dio, non interessa a Dio.

E’ applicabile qui 2 Timoteo 3:13? “Ma gli uomini malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, ingannando gli altri ed essendo ingannati.”

Che il Signore abbia pietà di noi, nel liberarci da persone che pensano di essere dei piccoli messia. Che egli ci dia invece di conoscere meglio il Messia di Dio, il Cristo, che è “l’immagine del Dio invisibile” (Colossesi 1:15) in cui “sono state create tutte le cose” (v. 16), colui che deve avere “il primato” in ogni cosa (v. 18) in cui “al Padre piacque di far abitare…tutta la pienezza” (v. 19), “il mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti” (Colossesi 2:2-3)!

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Ti potrebbero anche interessare le seguenti risorse.

-Questo sermone sulla giustificazione per fede.

-Un libro sulla giustificazione per fede. Pietro Ciavarella, Come avere pace con Dio. Martin Lutero sulla giustificazione per fede, 2 ed. Sophos, Bologna 2016 (Casa della Bibbia; CLC).

-Nel capitolo 5 (L’opera di Gesù Cristo) del mio libro sulla Trinità di prossima pubblicazione presso Sophos di Bologna parlo in modo specifico dell’importanza per la nostra salvezza di Romani 5:12-21.

-Altri sermoni: Chiesa Logos, Chiesa Nuova Vita Bologna.

-Delle lezioni di teologia.

Come fare uno studio personale della Bibbia.

-Imparare a pregare da Paolo.

La volontà di Dio.

Corso di apologetica.

-La necessità di prendere ciò che crediamo esclusivamente dalla Bibbia (video; audio; manoscritto).

Come valutare un sermone (in senso generale).

Un manuale sulla predicazione.

Perché non credo che la Bibbia autorizzi né la predicazione né il pastorato delle donne.

Altre risorse simili.

-Pietro Ciavarella (con una prefazione di Valerio Bernardi), Risposta a Inchiesta su Gesù, Ed. GBU, il libro in cui analizzo e dimostro il carattere infondato delle asserzioni del bestseller di Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù.

Una trasmissione televisiva di Teleromagna a cui ho partecipato. L’argomento era la giustificazione per fede e gli ospiti includevano cattolici, evangelici e laici.

Pietro Ciavarella è direttore degli studi dell’Accademia Teologica Logos e pastore teologo della Chiesa Logos. Insegna il greco biblico, storia della chiesa e metodologia della ricerca alla Facoltà universitaria “Villa Aurora” di Firenze.  E’ autori di diversi libri, marito della Silvia e padre di Marco e Paolo.

Il Salmo 19 contrasta in così tanti modi diverse delle cose dette da Salmé. Ti invito a leggerlo in conclusione per sentire la straordinaria Parola di Dio scritta.

Al direttore del coro.
Salmo di Davide
.
I cieli raccontano la gloria di Dio
e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
2 Un giorno rivolge parole all’altro,
una notte comunica conoscenza all’altra.
3 Non hanno favella, né parole;
la loro voce non s’ode,
4 ma il loro suono si diffonde per tutta la terra,
i loro accenti giungono fino all’estremità del mondo.
Là, Dio ha posto una tenda per il sole,
5 ed esso è simile a uno sposo ch’esce dalla sua camera nuziale;
gioisce come un prode lieto di percorrere la sua via.
6 Egli esce da una estremità dei cieli,
e il suo giro arriva fino all’altra estremità;
nulla sfugge al suo calore.
7 La legge del SIGNORE è perfetta,
essa ristora l’anima;
la testimonianza del SIGNORE è veritiera, rende saggio il semplice.
8 I precetti del SIGNORE sono giusti,
rallegrano il cuore;
il comandamento del SIGNORE è limpido, illumina gli occhi.
9 Il timore del SIGNORE è puro, sussiste per sempre;
i giudizi del SIGNORE sono verità,
tutti quanti sono giusti,
10 sono più desiderabili dell’oro, anzi, più di molto oro finissimo;
sono più dolci del miele, anzi, di quello che stilla dai favi.
11 Anche il tuo servo è da essi ammaestrato;
v’è gran ricompensa a osservarli.
12 Chi conosce i suoi errori?
Purificami da quelli che mi sono occulti.
13 Trattieni inoltre il tuo servo dai peccati volontari,
e fa’ che non prendano il sopravvento su di me;
allora sarò integro e puro da grandi trasgressioni.
14 Siano gradite le parole della mia bocca
e la meditazione del mio cuore in tua presenza,
o SIGNORE, mia Rocca e mio redentore!

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4 commenti su “Un commento sul video di Corrado Salmé sulla giustificazione per tutti

  1. Raffaele il said:

    Il problema nasce secondo me quando non ci si attiene a ciò che si è ricevuto ma si vuole andare oltre. Corrado Salme ha dato tanta edificazione con i suoi cantici. Doveva attenersi a quello…

  2. Imerio il said:

    Grazie Pietro per il bellissimo post e per l’esempio di umiltà che ci dai nell’affrontare questi argomenti.

    Dio continui a benedirti e guidarti per il grande lavoro che stai facendo.

  3. Giuseppe il said:

    Non c’è molto altro da aggiungere all’analisi del pastore Ciavarella, se non che è più che evidente che oltre gravi svarioni, il vangelo predicato da Salmé non è il vangelo di Cristo, ma un altro, e pertanto va respinto, come è scritto:

    Ma anche se noi o un angelo dal cielo {vi} annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema. (Ga 1:8)

    Le caratteristiche di questo vangelo sono quelle tipiche di certa evangelizzazione cristiana, che punta sull’amore e sul sentimentalismo, sganciandosi totalmente dagli insegnamenti palesi della Scrittura e presentando una immagine falsata dell’Eterno (il che è la naturale conseguenza del mettere da parte la Bibbia o travisarne il contenuto) che sarebbe solo un Dio d’Amore che non giudca.
    Vero è che in Italia siamo intristi di tradizioni umane, specie nel cattolicesimo, ma il modo per liberarsene non è un generico richiamo alla propria “testa”, ma il richiamo alla verità e alla conformità con la Scrittura (= Sola Scrittura). Scrittura che sconfessa da cima a fondo il discorso di Salmé, il quale pure fa “teologia”, pure fa “dottrina”, nel momento in cui presenta i (suoi) insegnamenti su Dio. Pertanto, le critiche che lui esprime verso gli altri, sono perfettamente applicabili a lui stesso.
    Il guaio è che questo tipo di predicazioni riscuote molto successo; ed è ovvio che sia così, visto il suo contenuto umanista. La predicazione fedele all’Evangelo invece è il più delle volte scomoda, irrita gli orecchi, mette a nudo l’ipocrisia del cuore, convince di peccato. E pure, questa è la predicazione che conduce a salvezza. Lo avevano capito i riformatori e i grandi predicatori del passato. Mi auguro e confido nel Signore, che possano anche nella nostra generazione sorgere più predicatori fedeli nell’esporre tutto il consiglio di Dio. Del resto, anche la presenza di predicatori “sui generis” non è cosa che deve preoccupare più di tanto, poiché anche questo è segno degli “ultimi tempi”; eravamo già stati avvertiti infatti che sarebbero sorti falsi dottori che avrebbero predicato un vangelo diverso, ma allettante per compiacere i più.

  4. Elsa Vega il said:

    Fratello Rafaele mi Ai letto nel pensiero…..o come dice “la parola di Dio” siamo di uno stesso spirito! Anche Io sono stata benedetta Dai cantici di Salmé ed e triste vederlo perdersi cossi, e nel mio cuore o Il desiderio di pregare per Corrado Salmé.

I commenti sono chiusi.