Le lingue originali e il pulpito, secondo Martin Lutero

Noi che conosciamo le lingue bibliche (il greco, l’ebraico e l’aramaico) dovremmo parlarne nei nostri sermoni? Ecco la risposta di Martin Lutero, il quale durante la sua permanenza nel Wartburg si mise a tradurre il Nuovo Testamento in tedesco dall’originale greco.

“Quando predico non mi rivolgo ai dottori e ai magistrati, il cui numero in questa chiesa si aggira intorno ai quaranta. Ho un occhio di riguardo per i tanti giovani, bambini e servi, il cui numero supera i duemila. Predico a questi, rivolgendomi ai loro bisogni. Se gli altri non vogliono ascoltare questo approccio, possono sempre andarsene! Un predicatore integro, consacrato a Dio e verace dovrebbe indirizzare la sua predicazione alle persone povere e semplici … quando i predicatori parlano con me possono mettere in mostra il loro sapere. Saprò come metterli con le spalle al muro! Ma spargere ebraico, greco e latino nei loro sermoni in pubblico, è un segno che si stanno semplicemente mettendo in mostra!”

Cito da Tim Chester e Steve Timmis, Chiesa Totale, Ed. GBU, p. 193, che adatta questa citazione dai “Discorsi a tavola” di Martin Lutero (Einaudi, Torino 1969).

Ecco altri post simili:

A little Greek is dangerous, Rodney Decker

Predicate con un linguaggio accessibile, Martin Lutero

A golden nugget on so-called Greek golden nuggets, Rodney J. Decker

L’importanza delle lingue bibliche, Jason DeRouchie

Seguitemi su Facebook: Pietro Ciavarella

Contattami pure riguardo alla Chiesa Evangelica Riformata l’Isolotto di Firenze.

Qui è la pagina dello studio biblico per le donne di mia moglie Silvia ?

SAVE THE DATE! Convegno annuale TGCi (The Gospel Coalition Italia) sarà venerdì-domenica 27-29 marzo 2020. Speriamo di vederti là!

Precedente Il discorso d'addio di Giovanni Calvino: tutto ciò che ho fatto non ha alcun valore Successivo Dio ha salvato un miserabile come John Newton (1725–1807), autore di Amazing Grace